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ATTO 1

ATTO 2

ATTO 3

Spiegazioni

Simon Boccanegra è un'opera di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave, tratto dal dramma omonimo di Antonio García Gutiérrez. La prima si tiene il 12 marzo 1857 al Teatro La Fenice di Venezia.
Vent'anni dopo Verdi rimaneggia profondamente la partitura dell’opera e il libretto viene risistemato da Arrigo Boito. La nuova versione diventa quella definitiva e va in scena il 24 marzo 1881 al Teatro alla Scala di Milano. 
Questa incisione del 1989 è diretta dal Maestro Georg Solti ed è interpretata da: Leo Nucci, Kiri Te Kanawa, Paata Burchuladze, Paolo Cosi ed eseguita dall’Orchestra e Coro del Teatro alla Scala di Milano

Trama

La vicenda si svolge a Genova ed è narrata in due scansioni temporali: il prologo nel 1339 e i tre atti nel 1363. È la storia di Simon Boccanegra, il corsaro genovese che nel Trecento riuscì a diventare doge di Genova grazie al sostegno di un amico e che dopo una vita tragica – la morte della donna amata segretamente e la scomparsa della figlia – morì avvelenato da quello stesso amico.

Personaggi del Prologo

Simon Boccanegra, corsaro al servizio della repubblica Genovese, baritono
Jacopo Fiesco, nobile Genovese, basso
Paolo Albiani, filatore d’oro, genovese, baritono
Marinai, popolo, domestici di Fiesco.

Personaggi dei tre atti

Simon Boccanegra, corsaro , poi primo doge di Genova, baritono
María Boccanegra, sua figlia, sotto il nome di Amelia Grimaldi, soprano
Jacopo Fiesco, nobile genovese, sotto il nome di Andrea, basso
Gabriele Adorno, gentiluomo Genovese, tenore
Paolo Albiani, cortigiano favorito del doge, baritono
Pietro, altro cortigiano, basso
Un capitano dei balestrieri, tenore
Un’ancella di Amelia
Soldati, marinai, popolo, senatori, corte del Doge, prigionieri africani

Prologo

Genova. È il 1339. Il corsaro Simon Boccanegra viene eletto doge di Genova, grazie al sostegno di Paolo Albiani, capo del partito plebeo, ma Boccanegra è avversato dal nobile Jacopo Fiesco, padre di Maria, la donna amata che gli ha dato una figlia e che per questo è tenuta prigioniera nel palazzo Fiesco. Maria muore proprio quel giorno mentre la figlia è scomparsa e da molto tempo il padre non ne ha notizia.

Atto primo

Sono passati 25 anni. Il doge Boccanegra ritrova Amelia, la figlia avuta con Maria Fiaschi e la promette in sposa al nobile Gabriele Adorno. Paolo Albiani, favorito del doge che ha sempre sostenuto a partire dalla candidatura alla carica, giura di vendicarsi perché Amelia gli era stata in un primo tempo promessa e progetta il rapimento della ragazza. In una riunione plenaria nella sala del Consiglio, il doge Boccanegra riesce a mettere d’accordo i due partiti che si combattono e a placare la sommossa popolare che si è scatenata per le vie della città e Gabriele e Fiesco son fatti prigionieri.  Amelia dice di aver subito un tentativo di rapimento e il doge, intuendo che Paolo è il colpevole, lo invita a maledire pubblicamente il traditore infame che si nasconde nella sala. Paolo è così costretto a maledire se stesso.

Atto secondo

Paolo, deciso a vendicarsi, cerca di avvelenare Simon Boccanegra e insinua in Gabriele il sospetto che Amelia subisca le attenzioni del doge. Il giovane accusa Amelia di tradimento con il Doge, quando uno squillo di tromba annuncia l'arrivo di Boccanegra. Gabriele si nasconde, Amelia in lacrime confessa al padre di amare il giovane e lo supplica di salvarlo. Simone, combattuto fra i doveri della sua carica e il sentimento paterno, la congeda. Gabriele cerca di pugnalarlo e dopo un violento alterco, il doge svela al giovane che Amelia è sua figlia. Costui implora Amelia di perdonarlo e offre al Doge il suo aiuto per placare i patrizi insorti mentre Boccanegra gli concede la mano di Amelia.

Atto terzo

La rivolta è fallita, il Doge ha concesso la libertà ai capi ribelli, solo Paolo è stato condannato a morte. Mentre si reca al patibolo, egli rivela al Fiesco di aver fatto bere a Simone Boccanegra un veleno che lo sta lentamente uccidendo. Il doge avverte i sintomi del veleno e il Fiesco (nei panni di Andrea Grimaldi), gli dice che la sua morte è vicina. Simon riconosce in lui il padre di Maria, che credeva morto e gli rivela che Amelia è sua nipote. Il vecchio si commuove e capisce l'inutilità del suo odio. Un abbraccio pone fine alla lunga guerra. Prima si spirare Simon benedice la giovane coppia e i genovesi acclamano Gabriele Adorno nuovo Doge.