L'ambientalismo uccide il lavoro?
Sempre più spesso quando discutiamo dei problemi ambientali, accusando il modello di sviluppo adottato da due secoli e mezzo dalla società industriale di esserne il principale responsabile, ci sentiamo ribattere: voi volete affamare la gente; volete togliere posti di lavoro. E’ solo con il consumo che si creano posti di lavoro, quindi viva il consumo e il consumismo.In effetti questo mi sembra il tema dominante in questo momento; quando cioè il lavoro è seriamente messo in pericolo (spesso perso del tutto). Che di questo siano responsabili gli ambientalisti mi sembra una favola rispetto alla quale Cappuccetto Rosso pare un testo scientifico universitario.
Ma, come dicevo, il tema merita di essere affrontato. Vorrei farlo attraverso alcuni esempi che certamente non sono esaustivi (quale discorso lo è?) ma spero siano almeno significativi. (...)
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Spento il nucleare in Giappone ... BANZAI ! Abbiamo imparato dalle vicende di Fukushima a conoscere un pochino meglio il Giappone e la sua politica energetica. Premetto che ho un grande rispetto per questa nazione e per i suoi abitanti, se non altro per la tenacia con la quale si applicano alle cose e la grande capacità produttiva che essi hanno. Anche se poi ci dividono un mare di posizioni sociali e ambientali che non mi piacciono per niente.Ma questo adesso non ha importanza. Abbiamo dunque imparato che il Giappone è una grande potenza nel nucleare cosiddetto civile, con i suoi 54 reattori sparsi un po’ ovunque; con le sue 18 centrali costruite nonostante le isole siano soggette a numerosi e pericolosi terremoti fin dalla notte dei tempi. Quello che ha coinvolto Fukushima e le sue centrali nucleari è stato solo uno dei tanti, certo particolarmente forte e devastante, seguito da uno tsunami altrettanto terribile, ma comunque uno dei tanti.. (...) CDR, CSS ...parole che nessuno capisce, perché se capisse ... La scorsa notte, al termine della visione di un film di fantascienza “italiano” davvero disarmante per bruttezza, preso dal sonno ho schiacciato il pulsante sbagliato del telecomando finendo, dio ci scampi, sulle reti della RAI. Era l’una di notte passata da un pezzo e mi trovo davanti una giornalista che riempie lo schermo e fa affermazioni che mi allarmano un pochino sulle energie rinnovabili. La trasmissione, controllo più volte, è su RAI 3 e questo mi tranquillizza, ma solo fino a che non cambia inquadratura e compare, seduto vicino a Corrado Clini (il ministro dell’ambiente per chi fosse rientrato oggi da una vacanza di sei mesi su Marte), l’ineffabile A.D. nonché direttore generale di ENEL, Fulvio Conti. Il personaggio, per chi non lo sapesse, è un “vecchio” (si fa per dire e si intende come “vissuto” di amministratore … non si offenda) manager che ha attraversato la Mobil, la Montecatini, la Telecom, Montedison, Ferrovie dello Stato e tante, tante altre aziende. (...)Inceneritori: stop dall'Europa Verso l'addio agli inceneritori in Europa e una maggior protezione della biodiversitàIl Parlamento europeo ha approvato un rapporto sulle linee guida del prossimo programma ambientale Ue. Previsto il divieto di incenerimento dei rifiuti a vantaggio del riciclaggio. Passa anche un rapporto sulla tutela della biodiversità. Zanoni (IdV): “Misure concrete per arrestarne la perdita. I rifiuti devono diventare una risorsa” Passano al Parlamento europeo due importanti rapporti su ambiente e biodiversità “Una pietra miliare per l'Europa. Adesso la Commissione segua la linea indicata dal Parlamento e compia azioni concrete per salvaguardare la biodiversità, proteggere l'ambiente e chiudere una volta per tutte con pratiche obsolete e pericolose come l'incenerimento dei rifiuti”. Così Andrea Zanoni, Eurodeputato IdV, commenta l'approvazione dei due rapporti da parte dell'Aula di Strasburgo. Si tratta della relazione “sulla revisione del sesto programma d'azione in materia di ambiente e la definizione delle priorità per il settimo programma” (stragrande maggioranza) e di quella sulla “Strategia europea per la biodiversità 2020” (414 favorevoli, 55 contrari e 64 astenuti). Altro che ambiente, questa è una battaglia per la democraziaQual è il suo messaggio per l'Earth day?
«Il messaggio centrale è che non si tratta di una battaglia per l’ambiente, ma per la democrazia. Se fossimo davvero un Paese governato dal popolo, queste soluzioni logiche sarebbero operative da tempo. Invece il governo è ostaggio delle potenti lobby del petrolio e del carbone, che resistono al cambiamento. La nostra democrazia è rotta, e non potremo salvarci fino a quando non l’avremo aggiustata». (R. Kennedy Jr) (leggi tutta l'intervista cliccando su "leggi tutto")
Ambiente e dintorni: riflessioni a 360°Vigonza – 20 aprile 2012DIAPO1 Non è facile racchiudere in poche battute quello che pensiamo dell’ambiente oggi. A dire il vero qualcuno potrebbe quasi offendersi perché di fronte a questa crisi finanziaria, alla perdita enorme di posti di lavoro, ai suicidi, allo strapotere delle banche, noi parliamo di ambiente. E lo facciamo senza vergogna, anzi convinti che si tratti di un tema centrale della politica dei prossimi anni e decenni.
Green economy e crescita ... sono compatibili? Ci sono domande che a chi si occupa di ambiente e dei suoi problemi vengono fatte più o meno ogni volta che apre bocca. E si tratta di domande complicate, che spesso restano senza risposta.Del tipo: "ma voi vi rendete conto che il sistema è in crisi e occorre sistemare l'economia, altro che l'ambiente?" oppure "non vi vergognate neanche un po' a gettare tutto quel fango sui consumi quando solo questi possono salvare la nostra società?" ed infine "siete sicuri che l'economia verde di cui sempre parlate sia compatibile con una crescita economica?". Istintivamente mi verrebbe da risposndere andando a cercare tutte le cifre possibili su questi temi, cifre che sia l'ONU attraverso le sue pubblicazioni e organizzazioni (ad es. IPCC e DESA), sia l'UE con un'azione davvero martellante negli ultimi mesi hanno reso disponibili a chiunque. (...) Tutta colpa di ... dio Ci avrei giurato che questo strano miscuglio di irrazionale credulità che molti chiamano religione sarebbe finita a giustificare perfino gli effetti più facilmente visibili dell’effetto serra.Nonostante gli eco-scettici insistano (sempre meno a dire il vero) a negare che sia l’uomo il responsabile di questa accelerazione incredibile dell’effetto serra (vedi grafico sull’aumento di CO2 e degli altri gas nocivi in atmosfera) i dati di fatto sono sotto gli occhi di tutti. Ho citato più volte in questo sito il lavoro splendido eseguito all’università di Berkeley (CA, USA) lo scorso anno dall’equipe guidata da Richard Muller, che toglie moltissimi dubbi agli stessi eco-scettici sinceri (per il cosiddetto ing. Battaglia ci vorrebbe un miracolo). In quell’occasione il riscaldamento globale (meglio il cambiamento climatico) in corso è analizzato in ogni dettaglio disponendo di una quantità di dati sterminata, proveniente da ogni angolo del pianeta (più di un miliardo di valori di temperatura raccolti da 40 mila stazioni). La conclusione inevitabile è che l’uomo ci ha messo del suo e il “suo” non è poca cosa. (...) La classifica dei morti e le ipocrisie italiane Io devo chiedere scusa e farlo in anticipo anche se chi legge ancora non sa in quale guaio mi sto andando a cacciare.Leggo la recente dichiarazione del nostro ministro degli esteri Terzi: ''I militari italiani caduti in Afghanistan hanno lo stesso valore degli italiani che persero la vita nella lotta al terrorismo''. A me queste cose fanno venire il voltastomaco e davvero non ne posso più. Già il fatto che si stabiliscano scale di valore sulla vita delle persone mi sembra allucinante. Ho sempre pensato che ogni vita abbia esattamente lo stesso valore di tutte le altre e che perdere un caro perché investito da un’automobile, o ammazzato da un rapinatore o sparato da un cecchino non possa e non debba fare alcuna differenza. Il dolore e il rimpianto certo non cambiano. Quello che, a mio parere, cambia è il motivo per cui si muore. Pensate che esiste addirittura un premio per le morti più assurde … credo tutti ricordino quell’agricoltore americano ucciso dall’incendio provocato dalla scoreggia della mucca che stava mungendo mentre fumava. Possiamo anche ridere su questo episodio (ce ne sono tantissimi altri reperibili in rete) ma non credo che i figli e i parenti di quel disgraziato si siano scompisciati pensando al modo davvero assurdo di andarsene. (...) Green economy: le prospettive italiane "Rubo" questo pezzo dal sito Greenme.it secondo quanto previsto dalle regole di copyright (Termini e condizioni, art. 2, c. 2).
Green Economy. Si è svolto ieri (22 marzo 2012, ndr) a Roma il convegno "La green economy come chiave per affrontare la crisi italiana", tra il Ministro dell'Ambiente Corrado Clini e gli imprenditori italiani dell'economia verde. Tra i temi più dibattuti l'energia, i rifiuti, l'eco-sviluppo. All'interno del convegno si è svolto anche un "eco-question time", organizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e coordinato dal Presidente Edo Ronchi, in cui gli esperti del settore hanno posto alcune domande sui settori chiave dello sviluppo in senso sostenibile del nostro Paese: dalla raccolta differenziata al Sud alla promozione dei prodotti ricavati dal riciclo dei rifiuti, dalla gestione dei Raee (i rifiuti degli apparecchi elettrici ed elettronici) alla luce della nuova direttiva europea all'incentivazione dell'idroelettrico e dell'eolico, dalla regolazione dei servizi ambientali locali alla diffusione della mobilità elettrica. (...) Earth Hour: a cosa serve? Siamo ormai vicinissimi alla manifestazione Earth Hour (31 marzo), alla quale ha aderito pomposamente anche qualche comune che promette di spegnere per un’ora le luci della tal piazza o di oscurare quel monumento. In nome del risparmio energetico e, brandendo la spada del progresso, gridando “salviamo il pianeta!”.Spero vi sia piaciuto questo incipit: … se non sdrammatizziamo un po’ tocca buttarsi dal ponte più alto della città. Tre settimane dopo avremo l'Earth Day ed infine a giugno il grande convegno di Rio de Janeiro, l'Earth Summit, nel ventennale della prima riunione. Ho ricevuto telefonate e messaggi (senza contare le interazioni attraverso i social network) che sottolineavano questo evento con grande entusiasmo come se improvvisamente i comuni coinvolti (c’è anche il “mio”) fossero diventati più verdi dei ramarri. (...) |






Abbiamo imparato dalle vicende di Fukushima a conoscere un pochino meglio il Giappone e la sua politica energetica. Premetto che ho un grande rispetto per questa nazione e per i suoi abitanti, se non altro per la tenacia con la quale si applicano alle cose e la grande capacità produttiva che essi hanno. Anche se poi ci dividono un mare di posizioni sociali e ambientali che non mi piacciono per niente.
La scorsa notte, al termine della visione di un film di fantascienza “italiano” davvero disarmante per bruttezza, preso dal sonno ho schiacciato il pulsante sbagliato del telecomando finendo, dio ci scampi, sulle reti della RAI. Era l’una di notte passata da un pezzo e mi trovo davanti una giornalista che riempie lo schermo e fa affermazioni che mi allarmano un pochino sulle energie rinnovabili. La trasmissione, controllo più volte, è su RAI 3 e questo mi tranquillizza, ma solo fino a che non cambia inquadratura e compare, seduto vicino a Corrado Clini (il ministro dell’ambiente per chi fosse rientrato oggi da una vacanza di sei mesi su Marte), l’ineffabile A.D. nonché direttore generale di ENEL, Fulvio Conti. Il personaggio, per chi non lo sapesse, è un “vecchio” (si fa per dire e si intende come “vissuto” di amministratore … non si offenda) manager che ha attraversato la Mobil, la Montecatini, la Telecom, Montedison, Ferrovie dello Stato e tante, tante altre aziende. (...)





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