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Turchia: il colpo di stato è una benedizione di dio

Yusuf Bahar è un musicista turco, vive a Istambul. L'articolo è ripreso dal portale "greenreport.it", pubblicato il 18 luglio 2016.
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«Credevo che mi sarei risvegliato in un Paese in rovina. Quel che mi attende è peggio»
Turchia golpeDopo lo strano colpo di Stato in Turchia, che in molti credono sia stato “pilotato”, se non organizzato, dal presidente Recep Tayyip Erdoğan per rafforzare la sua morsa repressiva sul Paese, l’opposizione e i kurdi,Le Nouvel Observateur” ha ripubblicato una testimonianza di  Yusuf Bahar, un musicista turco che vive a Istanbul e che, come tutte le sere, il 15 luglio  era in un ristorante del suo quartiere con i suoi amici, quando ha appreso del tentativo di colpo di Stato. Yusuf esprime tutte le preoccupazioni della Turchia laica per quel che sta succedendo e su quel che potrebbe succedere alle minoranze religiose. Etniche e sessuali dopo lo strano “golpe lampo” fallito. Vi proponiamo una traduzione della sua testimonianza raccolta da Julia Mourri:
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Sono nato e cresciuto nella periferia di Istanbul e adesso abito a  Tavla, un quartiere del centro. La popolazione è principalmente non-musulmana, composta di migranti, di studenti, di giovani scapoli, di omosessuali e trans.
Ieri sera ero con degli amici in un ristorante del quartiere dove abbiamo l’abitudine di ritrovarci tutti i giorni dopo il lavoro. Abbiamo cominciato a ricevere dei messaggi dai nostri vicini: le forze armate bloccano il ponte del Bosforo. Ci siamo detti che doveva trattarsi di una misura di sicurezza preventiva contro un nuovo attacco terroristico. Abbiamo anche pensato a un putsch. La Turchia ne ha conosciuti 4 nella sua storia recente – senza prenderlo troppo sul serio.

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Il cavallo di Troia del Ttip (da Repubblica.it)

TTIPMentre l'attenzione dell'opinione pubblica è puntata sulle vicende del Ttip, il famigerato trattato Usa-Ue che aumenterebbe lo strapotere delle multinazionali nei confronti non solo dei cittadini, ma anche dei governi, sta passando quasi di soppiatto un altro accordo, meno noto ma non per questo meno pericoloso, che fungerà in pratica da cavallo di Troia per le norme peggiori del Ttip, mandandole in vigore anche se quello non dovesse essere approvato. E a giocare un ruolo determinante nel facilitarne il via libera definitivo è proprio l'Italia, persino a dispetto - stando alle dichiarazioni - di vari altri governi europei, Germania e Francia compresi. (...)

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Infinitamente blues: le cover italiane

Equipe 84La puntata di martedì 21 giugno a Infinitamente Blues (ore 22,30), è stata dedicata alle cover italiane di famose canzoni anglosassoni. Abbiamo affrontato soprattutto la questione dei testi, spesso travisati, a volte in modo orrendo. Negli anni '60 le cover sono state migliaia, cantate anche da personaggi di primissimo piano come Adriano Celentano, Rita Pavone, Jimmy Fontana e tanti altri.
Abbiamo cercato di rendere l'idea di cosa abbia rappresentato il fenomeno in Italia in quel periodo sicuramente d'oro per la canzone italiana, nonostante l'assenza di radio libere, di una qualche conoscenza dell'inglese, della circolazione rapida dei brani stranieri, della scarsa produzione interna ... e questo non ha fatto che alimentare il fenomeno-cover. E poi alle case discografiche certo non dispiaceva fare quattrini senza troppo impegno: la musica c'era, per i testi, beh, bastava buttare giù qualche lirica di serie B e il gioco era fatto ... peccato che a farlo siano stati i big della composizione come Paolo Limiti, Herbert Pagani, Daniele Pace, per non parlare di Nicola Salerno e Mogol. A noi è piaciuto fare questa puntata, ci siamo molto divertiti, speriamo sia lo stesso per voi. Buon ascolto

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Riflessioni in un momento di delusione (°)

Blue economyAbbiamo parlato negli ultimi mesi di Blue economy. Ho cercato di farvi capire quali sono i principi generali delle teorie di Gunter Pauli e dell’Associazione ZERI, soprattutto attraverso alcune delle centinaia di implementazioni realizzate nella società. Abbiamo ammirato il miracolo colombiano di Las Gaviotas di Paolo Lugari, che ha trasformato un territorio arido e invivibile in una foresta pluviale ricca di risorse, posti di lavoro e acqua. Abbiamo visto come i resti della coltivazione del caffè (il 99,8% della biomassa iniziale) sono diventati substrato per la coltivazione di funghi e la produzione di concime e mangime per animali. Abbiamo visto come molte industrie, anche di grandi dimensioni, hanno semplicemente applicato i principi che la natura utilizza da milioni di anni, come la tecnologia basata sui vortici, o il raffrescamento delle abitazioni sfruttando l’architettura delle abitazioni delle termiti. E tante altre situazioni, centinaia di situazioni, che sembrano favole, ma che hanno coinvolto negli ultimi cinque anni investitori per miliardi di dollari e hanno visto nascere nuovi posti di lavoro a milioni. Non fantasie, non storie da raccontare assieme a quelle delle fiabe. Vi ho sempre dato numeri, dati, riferimenti precisi, seguendo il libro scritto da Gunter Pauli: Blue Economy 2.0. Avete avuto i link dei siti delle aziende coinvolte in ogni angolo del pianeta. Avete, insomma, la possibilità di controllare se vi ho raccontato storie o fatti reali. (...)
(°) Dalla puntata a Radio Cooperativa dell'11 giugno 2016 (vedi)

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"The Fireplaces" a Infinitamente blues: 7 giugno

The fireplacesMartedì 7 giugno a Infinitamente Blues (ore 22,30), abbiamo avuto ospiti in studio due componenti della band  The Fireplaces (i Caminetti): Caterino "Washboard" Riccardi e Carlo Marchiori, voce, chitarra e armonica.
Nati nel 2009, i Fireplaces vivono il loro momento magico nel 2013 quando, durante un concerto di Bruce Springsteen allo stadio Euganeo di Padova, Caterino può suonare assieme ad uno dei suoi idoli la"washboard", la tavola per bucato, diventata uno strumento di accompagnamento.
A dicembre 2014 esce il loro primo CD, con dieci canzoni scritte da Caterino e da Carlo Marchiori, dal titolo "Shelter from the storm", come la canzone del 1973 di Bob Dylan.
Già ... le canzoni degli anni '70 sono un altro punto fermo della musica del gruppo.
Nella puntata di Infinitamente Blues ci hanno raccontato la loro storia, abbiamo ascoltato la loro musica, con un brano dal vivo a cui si è accodato Adriano con l'armonica. Una bella serata, che potete (ri)ascoltare cliccando qui sotto.

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Infinitamente Blues: Maramao perché sei morto?

Swing italanoPer la prima volta la scaletta di Infinitamente Blues comprende TUTTE E SOLO CANZONI ITALIANE. Tema della serata è "Lo swing italiano" che si è sviluppato da noi negli anni dai 30 ai 50, un periodo in cui fare della musica mutuata dall'America non era né semplice né consigliabile, un periodo in cui si preferiva chiamare Louis Armstrong Luigi Fortebraccio, tanto per capire che aria tirava. Sono stati i vari Rabagliati, Otto, Buscaglione, Gorni Kramer, Pippo Barzizza e molti altri a invadere il nostro paese con musiche e melodie derivate dallo swing di Kansas City e New York, dalle orchestre dei più grandi: Count Basie e Duke Ellington. Lo swing però non muore affatto con loro. Ascolteremo anche quello degli anni successivi (Gaber, Luttazzi, Arigliano) fino ai giorninostri con Renzo Arbore, Vinicio Capossela, Sergio Caputo, Francesco Baccini, ... Insomma una puntata decisamente diversa dal solito e, forse per questo, da non perdere.
 

Il club dei 27!

Club dei 27Martedì 10 maggio alle ore 22,30 a Infinitamente Blues è andata in onda una puntata dedicata al club dei 27. Come tutti gli amanti della musica sanno, il nome “club dei 27” nasce nel 1971, quando si deve osservare che, nel giro di due anni, se ne sono andati quattro miti della musica: Brian Jones, Jimi Hendrix, Janis Joplin e Jim Morrison. Tutti ventisettenni e tutti con una “J” nel nome o nel cognome.
E’ certamente solo una coincidenza, ma i biografi cominciano la ricerca e ne scoprono altri, molti altri, più di 50 a partire dal primo, Alexandre Levy, nel 1892, all’ultimo, Tomas Lowe, nel febbraio di quest’anno.
Ascolteremo alcuni brani dei più famosi di questi personaggi, da Robert Johnson  ad Amy Winehouse, anche per capire quanto abbiamo perso con la loro prematura scomparsa.

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I "segreti" del TTIP pubblicati da Greenpeace

Ecco i documenti relativi al TTIP pubblicati da Greenpeace Olanda. Sono in inglese. La loro "segretezza" è formale perché i concetti contenuti sono stati denunciati da tempo dalle associazioni ambientaliste e dalla società civile.
doc. 01 Questo capitolo affronta scambi di merci tra UE e USA.
doc. 02 Questo si occupa di commercio di prodotti agricoli e illustra le differenze UE-USA come proteggere i rispettivi interessi di esportazione e agricoltori nazionali.
doc. 03 Questo capitolo affronta scambi nel settore terziario.
doc. 04 Questo capitolo affronta i problemi di Internet e delle telecomunicazioni.
doc. 05 Questo capitolo tratta gli acquisti da parte di enti governativi all'interno dell'UE e degli Stati Uniti.
doc. 06 L'allegato del capitolo precedente, con ulteriori informazioni su un US-proposto capitolo sulla lotta alla corruzione.
doc. 07 Questo capitolo tratta le differenze tra le varie normative doganali.
doc. 08 Queste sono le rispettive posizioni in materia di riduzione delle tariffe per merci specifiche.
doc. 09 In questo capitolo UE e gli USA puntano a norme comuni in materia di prodotti e servizi, ad esempio per la sicurezza alimentare e cosmetico.
doc. 10 Questo risolve i cosiddetti ostacoli tecnici al commercio, come l'etichettatura e le modalità con cui questo incide sugli scambi.
doc. 11 Tutela della salute animale e vegetale.
doc. 12 Regole di concorrenza (come per le sovvenzioni) delle parti e la loro compatibilità.
doc. 13 Imprese piccole (meno di 50 dipendenti) e medie (meno di 250 dipendenti)
doc. 14 Imprese statali o nazionalizzate
doc. 15 Controversie tra l'UE e gli Stati Uniti nella interpretazione e attuazione dell'accordo TTIP.
doc. 16 Questo documento descrive disaccordi UE-USA e mostra quanto il settore privato influenza le trattative TTIP.
 

Cos'è cambiato? Niente!

Consumismo a gogòQuesto è un articolo preparato per Radio Cooperativa nel dicembre 2011. Sono passati quasi 5 anni da allora e mi è venuta la curiosità di rileggere le considerazioni che facevo per vedere se ed eventualmente cosa è cambiato. Al lettore la risposta.
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Non posso che ribadire che, secondo me, la crisi ambientale e la crisi economica sono solo due facce della stessa medaglia. L’espressione di un modello di sviluppo che basa la sua continua crescita sui consumi, anzi sugli sprechi di materie prime, siano esse usate per costruire le merci o per produrre l’energia necessaria a questa operazione. Nell’un caso e nell’altro abbiamo semplicemente saccheggiato la dispensa terrestre che non è infinita e prima o poi sarà vuota. Lo facciamo con una pervicacia assoluta da circa 250 anni, da quando possiamo fissare l’inizio dell’era industriale. Il rapporto tra uomo e natura è stato di quelli pirateschi in cui abbiamo sempre preso senza restituire nulla. Anzi abbiamo restituito problemi ...

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Referendum qualche giorno dopo

Pericle o Al Capone?Finalmente trovo il tempo per dire due parole sul referendum NoTriv. Il risultato è ben conosciuto, poco più del 30% degli elettori sono andati a votare e poco conta che si tratti di 13 milioni di persone ad aver chiesto al governo di cambiare direzione sull'estrazione di idrocarburi dai nostri mari. Qualcuno fa dei conti bizantini e dice che se normalmente (questo è davvero triste affermarlo ma è così) ... se normalmente almeno il 40% degli aventi diritto non partecipa al voto, il 32% che ha votato rappresenta pur sempre la maggioranza dei votanti naturali di questa nazione. Non mi sembra tuttavia che si possa correre dietro a questi strani calcoli. Chi non vota per mandare dei propri rappresentanti a governare un comune, una regione o il paese fa una scelta che non condivido affatto e che non viene condivisa nemmeno da quelli che il paese governano, dai ministri, dai rappresentanti delle regioni, dal capo dello stato. Anzi, da che mondo è mondo, nel nostro paese si è speso quasi più tempo ad invitare a "fare il proprio dovere nel seggio elettorale" che a spiegare strategie politiche, economiche, amministrative, che del resto non sono mai apparse chiare tanto da non riuscire a distinguere spesso da queste un partito dall'altro. (...)

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Il 17 Aprile IO VOTO ... E VOTO SI !!!

Lavoro e trivelle
Già ... ma Renzi lo sa benissimo, visto che affossa da due anni le rinnovabili ... troppi lavoratori ... magari di sinistra ... che orrore !!!
 
Il TTIP "segreto"
TTIP Sapere
Radio Cooperativa

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