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Cos'è cambiato? Niente!

Consumismo a gogòQuesto è un articolo preparato per Radio Cooperativa nel dicembre 2011. Sono passati quasi 5 anni da allora e mi è venuta la curiosità di rileggere le considerazioni che facevo per vedere se ed eventualmente cosa è cambiato. Al lettore la risposta.
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Non posso che ribadire che, secondo me, la crisi ambientale e la crisi economica sono solo due facce della stessa medaglia. L’espressione di un modello di sviluppo che basa la sua continua crescita sui consumi, anzi sugli sprechi di materie prime, siano esse usate per costruire le merci o per produrre l’energia necessaria a questa operazione. Nell’un caso e nell’altro abbiamo semplicemente saccheggiato la dispensa terrestre che non è infinita e prima o poi sarà vuota. Lo facciamo con una pervicacia assoluta da circa 250 anni, da quando possiamo fissare l’inizio dell’era industriale. Il rapporto tra uomo e natura è stato di quelli pirateschi in cui abbiamo sempre preso senza restituire nulla. Anzi abbiamo restituito problemi ...

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Referendum qualche giorno dopo

Pericle o Al Capone?Finalmente trovo il tempo per dire due parole sul referendum NoTriv. Il risultato è ben conosciuto, poco più del 30% degli elettori sono andati a votare e poco conta che si tratti di 13 milioni di persone ad aver chiesto al governo di cambiare direzione sull'estrazione di idrocarburi dai nostri mari. Qualcuno fa dei conti bizantini e dice che se normalmente (questo è davvero triste affermarlo ma è così) ... se normalmente almeno il 40% degli aventi diritto non partecipa al voto, il 32% che ha votato rappresenta pur sempre la maggioranza dei votanti naturali di questa nazione. Non mi sembra tuttavia che si possa correre dietro a questi strani calcoli. Chi non vota per mandare dei propri rappresentanti a governare un comune, una regione o il paese fa una scelta che non condivido affatto e che non viene condivisa nemmeno da quelli che il paese governano, dai ministri, dai rappresentanti delle regioni, dal capo dello stato. Anzi, da che mondo è mondo, nel nostro paese si è speso quasi più tempo ad invitare a "fare il proprio dovere nel seggio elettorale" che a spiegare strategie politiche, economiche, amministrative, che del resto non sono mai apparse chiare tanto da non riuscire a distinguere spesso da queste un partito dall'altro. (...)

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Il 17 Aprile IO VOTO ... E VOTO SI !!!

Lavoro e trivelle
Già ... ma Renzi lo sa benissimo, visto che affossa da due anni le rinnovabili ... troppi lavoratori ... magari di sinistra ... che orrore !!!
 

Stessa faccia stessa razza

R&BIn questo periodo un'ondata di bugie ha investito i mezzi di informazione. Qualcuno più connivente di altri, ma tutti dominati da un personaggio che rappresenta il partito democratico, che assomiglia sempre più alla vecchia democrazia cristiana degli anni '70 e '80 (quella degli Andreotti e Moro tanto per essere chiari). Il capo carismatico di quel partito e presidente del consiglio sta facendo di tutto per invitare i cittadini a NON partecipare al voto del 17 Aprile su quello che ormai è chiamato il referendum No-Triv. Un partito che negli anni bui dei governi Berlusconi ha sempre difeso l'istituzione-referendum come strumento di democrazia e si è scagliato contro le posizioni assenteiste che predicavano di "andare al mare" invece di votare. (...)

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Chi ostacola lo sviluppo delle energie rinnovabili in Italia?

Che sia lui?Una buona notizia arriva da Michael Taylor, analista senior presso Irena (The International Renewable Energy Agency). Michael ci conferma che i costi di produzione dell’energia pulita non sono poi così lontani da quelli dell’energia ricavata da fonti fossili. In particolare, l'eolico onshore (cioè sulla terraferma), produce energia che oggi ha gli stessi costi di quella non rinnovabile. Ma perché allora i pregiudizi sull’energia prodotta dal vento rimangono così radicati? Semplicemente perché il progresso tecnologico che ne ha permesso l’abbassamento dei costi di produzione è stato molto rapido ed è mancato l’adeguamento da parte degli organi di informazione e, di conseguenza, dei soggetti coinvolti nella produzione di energia.
E visto che ci siamo rimaniamo nel tema delle rinnovabili per altre informazioni.
Dieci giorni fa il GSE (il Gestore del Servizio Elettrico) ha comunicato i dati preliminari relativi alla produzione di energia da fonti rinnovabili in Italia nel 2015. Complessivamente siamo al 17,3% (escluse le dighe), che è un valore decisamente basso rispetto ad una grande quantità di altre nazioni. Come mai questo valore così basso? Abbiate un po’ di pazienza e ne parleremo. (...)

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Referendum 17 aprile: cos'è?

Dal Corriere della Sera online le spiegazioni sul referendum del 17 aprile.
 

Idrocarburi in mare e lavoro: facciamo chiarezza

Lavoro e trivelleI sostenitori del “no” al referendum abrogativo sulle estrazioni di idrocarburi in mare utilizzano due argomenti principali: il fabbisogno energetico nazionale e i posti di lavoro. Entrambi gli argomenti, però, costituiscono un falso problema. Le multinazionali che chiedono un permesso per cercare o una concessione per estrarre idrocarburi non lo fanno per corrispondere alle esigenze del fabbisogno energetico nazionale né per creare posti di lavoro. Lo fanno solo per perseguire i propri interessi economici; e questo lo capisce anche un bambino. Non c’è nessun collegamento diretto tra le attività estrattive e il fabbisogno energetico nazionale.” (...)

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Che fine hanno fatto?

Emerson Lake & PalmerChe fine hanno fatto? Ce lo chiediamo, in questa puntata, per cantanti e gruppi tra i più importanti degli anni 80 e 90 spesso partecipi del movimento new wave. In realtà molti di questi artisti hanno prodotto anche recentamente lavori, ma a volte il loro splendore si è un po' appannato e sono spariti dai radar del grande pubblico.
Cominciamo con gli Evanescence, passando attraverso una serie di nomi eccellenti: Cure, George Michael, Iggy Pop, Manà, Guns N' Roses, Simple Minds, Jarabedepalo, Bruce Hornsby, Joe Jackson, Billy Idol, Eurythmics, Sade e, come tributo per un grande tastierista scomparso da pochi giorni, Emerson Lake & Palmer. Riassumiamo brevemente le loro carriere e ascoltiamo brani indimenticabili. Buon ascolto.

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Referendum e trivelle: CGIL e Renzi dalla stessa parte?

SIOltre 400 firme per sostenere l’appello a favore del referendum contro le trivelle il prossimo 17 aprile promosso da alcuni sindacalisti della Cgil che, a livello individuale, hanno deciso di appoggiare il “Sì”. “Come sindacalisti - dicono i primi firmatari dell’appello - siamo convinti dell’urgenza della transizione a un nuovo modello energetico, democratico e decentrato, 100% efficienza energetica e rinnovabili, grande opportunità di crescita economica e di nuova e qualificata occupazione per il nostro Paese”.
Le trivellazioni, il petrolio e le fonti fossili - si legge nell’appello - “rappresentano un passato fatto di inquinamento, dipendenza energetica, interessi e pressioni decisionali delle lobby, conflitti, devastazione ambientale e della salute, cambiamenti climatici. Vogliamo un futuro basato sull’efficienza energetica e le fonti rinnovabili distribuite, un’economia sostenibile ed equa, la piena occupazione e la democrazia partecipativa. Vogliamo che il nostro Paese acceleri la transizione energetica, si doti di un piano industriale strategico per lo sviluppo sostenibile e di un piano per la decarbonizzazione”.(...)

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Il mio orto bio - Legambiente Limena dal 18 marzo

Ricevo e pubblico volentieri l'iniziativa di Legambiente Limena per il nuovo corso per imparare a coltivare l’orto familiare in modo biologico. Iscrizioni aperte: leggete il materiale linkato sotto l'immagine. Grazie.
Ortobio
 

Referendum e trivelle: 6 motivi per dire SI

SI1) CON I QUESITI REFERENDARI ABBIAMO GIA’ OTTENUTO RISULTATI IMPORTANTI, ADESSO FACCIAMO UN ALTRO PASSO
L’esecutivo del governo Renzi per mesi ha fatto di tutto (a livello lecito e sottobanco, mettendo in campo un mix di strumenti normativi e di ricatti basati su logiche di scambio) per evitare ad ogni costo che si potesse giungere a questo importante appuntamento referendario. La determinazione con cui l’attuale compagine governativa, in maniera a volte subdola e/o sfacciatamente vergognosa, ha finora perseguito la finalità di ostacolare l’idea stessa che milioni di italiani potessero dire la loro in materia di perforazioni per la prospezione, ricerca, coltivazione di idrocarburi, ha infatti aspetti davvero grotteschi, come il ricorso alla Legge di Stabilità per eludere principi e prassi decisorie che fino a poco tempo fa sembravano inderogabili pilastri del cosiddetto “Sblocca Italia”. (...)

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