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Infinitamente Blues: Maramao perché sei morto?

Swing italanoMartedì 24 maggio alle ore 22,30 non prendete impegni. A Infinitamente Blues va in onda una puntata, che per noi è specialissima. Per la prima volta infatti la scaletta comprende TUTTE E SOLO CANZONI ITALIANE. Tema della serata infatti è "Lo swing italiano" che si è sviluppato da noi negli anni 30 e 40, un periodo in cui fare della musica mutuata dall'America non era né semplice né consigliabile, un periodo in cui si preferiva chiamare Louis Armstrong Luigi Fortebraccio, tanto per capire che aria tirava. Sono stati i vari Rabagliati, Otto, Buscaglione, Gorni Kramer, Pippo Barzizza e molti altri a invadere il nostro paese con musiche e melodie derivate dallo swing di Kansas City e New York, dalle orchestre dei più grandi: Count Basie e Duke Ellington. Lo swing però non muore affatto con loro. Ascolteremo anche lo swing degli anni successivi fino alle ultime uscite proprio di questo mese con Sergio Caputo, Francesco Baccini, Renzo Arbore, ... Insomma una puntata decisamente diversa dal solito e, forse per questo, da non perdere.
 

Il club dei 27!

Club dei 27Martedì 10 maggio alle ore 22,30 a Infinitamente Blues è andata in onda una puntata dedicata al club dei 27. Come tutti gli amanti della musica sanno, il nome “club dei 27” nasce nel 1971, quando si deve osservare che, nel giro di due anni, se ne sono andati quattro miti della musica: Brian Jones, Jimi Hendrix, Janis Joplin e Jim Morrison. Tutti ventisettenni e tutti con una “J” nel nome o nel cognome.
E’ certamente solo una coincidenza, ma i biografi cominciano la ricerca e ne scoprono altri, molti altri, più di 50 a partire dal primo, Alexandre Levy, nel 1892, all’ultimo, Tomas Lowe, nel febbraio di quest’anno.
Ascolteremo alcuni brani dei più famosi di questi personaggi, da Robert Johnson  ad Amy Winehouse, anche per capire quanto abbiamo perso con la loro prematura scomparsa.

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I "segreti" del TTIP pubblicati da Greenpeace

Ecco i documenti relativi al TTIP pubblicati da Greenpeace Olanda. Sono in inglese. La loro "segretezza" è formale perché i concetti contenuti sono stati denunciati da tempo dalle associazioni ambientaliste e dalla società civile.
doc. 01 Questo capitolo affronta scambi di merci tra UE e USA.
doc. 02 Questo si occupa di commercio di prodotti agricoli e illustra le differenze UE-USA come proteggere i rispettivi interessi di esportazione e agricoltori nazionali.
doc. 03 Questo capitolo affronta scambi nel settore terziario.
doc. 04 Questo capitolo affronta i problemi di Internet e delle telecomunicazioni.
doc. 05 Questo capitolo tratta gli acquisti da parte di enti governativi all'interno dell'UE e degli Stati Uniti.
doc. 06 L'allegato del capitolo precedente, con ulteriori informazioni su un US-proposto capitolo sulla lotta alla corruzione.
doc. 07 Questo capitolo tratta le differenze tra le varie normative doganali.
doc. 08 Queste sono le rispettive posizioni in materia di riduzione delle tariffe per merci specifiche.
doc. 09 In questo capitolo UE e gli USA puntano a norme comuni in materia di prodotti e servizi, ad esempio per la sicurezza alimentare e cosmetico.
doc. 10 Questo risolve i cosiddetti ostacoli tecnici al commercio, come l'etichettatura e le modalità con cui questo incide sugli scambi.
doc. 11 Tutela della salute animale e vegetale.
doc. 12 Regole di concorrenza (come per le sovvenzioni) delle parti e la loro compatibilità.
doc. 13 Imprese piccole (meno di 50 dipendenti) e medie (meno di 250 dipendenti)
doc. 14 Imprese statali o nazionalizzate
doc. 15 Controversie tra l'UE e gli Stati Uniti nella interpretazione e attuazione dell'accordo TTIP.
doc. 16 Questo documento descrive disaccordi UE-USA e mostra quanto il settore privato influenza le trattative TTIP.
 

Cos'è cambiato? Niente!

Consumismo a gogòQuesto è un articolo preparato per Radio Cooperativa nel dicembre 2011. Sono passati quasi 5 anni da allora e mi è venuta la curiosità di rileggere le considerazioni che facevo per vedere se ed eventualmente cosa è cambiato. Al lettore la risposta.
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Non posso che ribadire che, secondo me, la crisi ambientale e la crisi economica sono solo due facce della stessa medaglia. L’espressione di un modello di sviluppo che basa la sua continua crescita sui consumi, anzi sugli sprechi di materie prime, siano esse usate per costruire le merci o per produrre l’energia necessaria a questa operazione. Nell’un caso e nell’altro abbiamo semplicemente saccheggiato la dispensa terrestre che non è infinita e prima o poi sarà vuota. Lo facciamo con una pervicacia assoluta da circa 250 anni, da quando possiamo fissare l’inizio dell’era industriale. Il rapporto tra uomo e natura è stato di quelli pirateschi in cui abbiamo sempre preso senza restituire nulla. Anzi abbiamo restituito problemi ...

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Referendum qualche giorno dopo

Pericle o Al Capone?Finalmente trovo il tempo per dire due parole sul referendum NoTriv. Il risultato è ben conosciuto, poco più del 30% degli elettori sono andati a votare e poco conta che si tratti di 13 milioni di persone ad aver chiesto al governo di cambiare direzione sull'estrazione di idrocarburi dai nostri mari. Qualcuno fa dei conti bizantini e dice che se normalmente (questo è davvero triste affermarlo ma è così) ... se normalmente almeno il 40% degli aventi diritto non partecipa al voto, il 32% che ha votato rappresenta pur sempre la maggioranza dei votanti naturali di questa nazione. Non mi sembra tuttavia che si possa correre dietro a questi strani calcoli. Chi non vota per mandare dei propri rappresentanti a governare un comune, una regione o il paese fa una scelta che non condivido affatto e che non viene condivisa nemmeno da quelli che il paese governano, dai ministri, dai rappresentanti delle regioni, dal capo dello stato. Anzi, da che mondo è mondo, nel nostro paese si è speso quasi più tempo ad invitare a "fare il proprio dovere nel seggio elettorale" che a spiegare strategie politiche, economiche, amministrative, che del resto non sono mai apparse chiare tanto da non riuscire a distinguere spesso da queste un partito dall'altro. (...)

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Il 17 Aprile IO VOTO ... E VOTO SI !!!

Lavoro e trivelle
Già ... ma Renzi lo sa benissimo, visto che affossa da due anni le rinnovabili ... troppi lavoratori ... magari di sinistra ... che orrore !!!
 

Stessa faccia stessa razza

R&BIn questo periodo un'ondata di bugie ha investito i mezzi di informazione. Qualcuno più connivente di altri, ma tutti dominati da un personaggio che rappresenta il partito democratico, che assomiglia sempre più alla vecchia democrazia cristiana degli anni '70 e '80 (quella degli Andreotti e Moro tanto per essere chiari). Il capo carismatico di quel partito e presidente del consiglio sta facendo di tutto per invitare i cittadini a NON partecipare al voto del 17 Aprile su quello che ormai è chiamato il referendum No-Triv. Un partito che negli anni bui dei governi Berlusconi ha sempre difeso l'istituzione-referendum come strumento di democrazia e si è scagliato contro le posizioni assenteiste che predicavano di "andare al mare" invece di votare. (...)

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Chi ostacola lo sviluppo delle energie rinnovabili in Italia?

Che sia lui?Una buona notizia arriva da Michael Taylor, analista senior presso Irena (The International Renewable Energy Agency). Michael ci conferma che i costi di produzione dell’energia pulita non sono poi così lontani da quelli dell’energia ricavata da fonti fossili. In particolare, l'eolico onshore (cioè sulla terraferma), produce energia che oggi ha gli stessi costi di quella non rinnovabile. Ma perché allora i pregiudizi sull’energia prodotta dal vento rimangono così radicati? Semplicemente perché il progresso tecnologico che ne ha permesso l’abbassamento dei costi di produzione è stato molto rapido ed è mancato l’adeguamento da parte degli organi di informazione e, di conseguenza, dei soggetti coinvolti nella produzione di energia.
E visto che ci siamo rimaniamo nel tema delle rinnovabili per altre informazioni.
Dieci giorni fa il GSE (il Gestore del Servizio Elettrico) ha comunicato i dati preliminari relativi alla produzione di energia da fonti rinnovabili in Italia nel 2015. Complessivamente siamo al 17,3% (escluse le dighe), che è un valore decisamente basso rispetto ad una grande quantità di altre nazioni. Come mai questo valore così basso? Abbiate un po’ di pazienza e ne parleremo. (...)

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Referendum 17 aprile: cos'è?

Dal Corriere della Sera online le spiegazioni sul referendum del 17 aprile.
 

Idrocarburi in mare e lavoro: facciamo chiarezza

Lavoro e trivelleI sostenitori del “no” al referendum abrogativo sulle estrazioni di idrocarburi in mare utilizzano due argomenti principali: il fabbisogno energetico nazionale e i posti di lavoro. Entrambi gli argomenti, però, costituiscono un falso problema. Le multinazionali che chiedono un permesso per cercare o una concessione per estrarre idrocarburi non lo fanno per corrispondere alle esigenze del fabbisogno energetico nazionale né per creare posti di lavoro. Lo fanno solo per perseguire i propri interessi economici; e questo lo capisce anche un bambino. Non c’è nessun collegamento diretto tra le attività estrattive e il fabbisogno energetico nazionale.” (...)

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Che fine hanno fatto?

Emerson Lake & PalmerChe fine hanno fatto? Ce lo chiediamo, in questa puntata, per cantanti e gruppi tra i più importanti degli anni 80 e 90 spesso partecipi del movimento new wave. In realtà molti di questi artisti hanno prodotto anche recentamente lavori, ma a volte il loro splendore si è un po' appannato e sono spariti dai radar del grande pubblico.
Cominciamo con gli Evanescence, passando attraverso una serie di nomi eccellenti: Cure, George Michael, Iggy Pop, Manà, Guns N' Roses, Simple Minds, Jarabedepalo, Bruce Hornsby, Joe Jackson, Billy Idol, Eurythmics, Sade e, come tributo per un grande tastierista scomparso da pochi giorni, Emerson Lake & Palmer. Riassumiamo brevemente le loro carriere e ascoltiamo brani indimenticabili. Buon ascolto.

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Il TTIP "segreto"
TTIP Sapere
Radio Cooperativa

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