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Stefano Benni
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09 Feb 2010

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Le grandi manovre!

Politica
Grandi manovreMartedì comincerà la discussione sulla prima legge ad personam delle tre calendarizzate; quella sul legittimo impedimento. La legge che consentirà al premier di non presentarsi ai processi nei quali è imputato perché "ha di meglio da fare". La mobilitazione nel Popolo delle Libertà provvisorie è generale come dimostrano alcuni documenti che girano in rete (vedi ad esempio qui). C'è da salvare il re. E salvando il re si salva anche la corte, compresi i nani, le ballerine e tutto il resto.
I milioni di disoccupati possono aspettare e nemmeno piangere si può "che il nostro piangere fa male al re".
Leggetevi questa intervista di un politicamente molto scorretto Alessandro Giglioli (L'Espresso) a Carlo Taormina, una delle figure meno rispettabili del regno (basta ricordare le figure di merda nelle commissioni che si occuparono dell'uccisione di Ilaria Alpi e Miriam Hrovatim e dell'affare Telekom Serbia). Oggi si dice pentito di aver usato tanta lingua nei confronti di Silviolo e ha formato Lega Italia (poca fantasia, non vi pare?) contro il bipartitismo (e ci credo!). Non si sa se le affermazioni di Taormina, un abituale frequentatore del Processo di Biscardi  dove è più bravo chi spara le stronzate più grandi (oggi Taormina è degnamente sostituito da Capezzone), abbiano un qualche fondamento, ma sono sicuramente da leggere come le espressioni di una persona "informata dei fatti". E' la cronaca di un giallo prefigurato, in cui si sa già chi è l'assassino e chi la vittima. Taormina sostiene che il "legittimo impedimento" è una bufala, nata morta perché incostituzionale, ma nasconde una minaccia ben più grave.
... ah la vittima è la giustizia e l'assassino ... no, non voglio rovinarvi il finale ...
Cliccate qui sotto e buona lettura.

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Newsletter 31 gennaio 2010

Archivio newsletter
La giustiziaOggi voglio elogiare un grande uomo, uno che quando si tratta di difendere la causa non si tira mai indietro e mette la sua faccia e il suo nome davanti a tutto anche a costo di fare una brutta figura. Voglio difendere e supportare il ministro Angiolino Jolie Alfano. Finalmente ne ha detta una giusta. Durante il suo intervento per l'apertura dell'anno giudiziario ha apostrofato i giudici presenti con una verità indiscussa: "Ricordatevi che le leggi le fa il parlamento!".
Lo stesso giorno ho partecipato ad una serata in cui Gioacchino Genchi presentava il suo libro, nel quale racconta la storia recente d'Italia, vista attraverso le indagini fatte e impedite, le stragi di mafia, Falcone, Borsellino, Why Not, De Magistris ... insomma la storia d'Italia che non si racconta mai perché certe cose "non si possono dire". Il deputato Antonio Borghesi (IdV), nella sua introduzione, raccontava storie di normale vita politica vissuta dentro le stanze dei palazzi romani.

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Come volevasi dimostrare

Ambiente
InceneritoreE' molto seccante farlo, ma non se ne può fare a meno: "ve l'avevo detto!".
Ecco che le tariffe dei rifiuti aumentano, ma non per l'ammodernamento del sistema di raccolta o per una più virtuosa procedura di recupero delle materie prime seconde. No. I soldi in più servono per ammortizzare la spesa (enorme) della terza linea dell'inceneritore. Si tratta di 100 milioni di euro, bazzecole.
Così adesso il comune di Padova (e quelli che inviano i loro rifiuti a S. Lazzaro) saranno costretti a pagare di più poiché il costo del conferimento in inceneritore passa da 126 a 131 €/ton. Se considerate che ogni giorno vengono bruciate 600 ton, il conto è presto fatto. Pagheremo 131x600x365=28'689'000 € all'anno ... 28 milioni all'anno!
L'articolo del Mattino riporta le battute (spero lo siano) dell'a.d. di Acegas APS Cesare Pillon. La più carina (si fa per dire) è quella alla fine dell'intervista, quando sostiene che non si può fermare la produzione industriale e quindi è necessario avere sempre più rifiuti. Pertanto la prima linea (come da tempo avevo anticipato) non verrà chiusa per niente, anzi!
Il giornale padovano pone questa "riflessione" di Pillon in contrapposizione al "desiderio" di Alessandro Zan, assessore all'ambiente di Padova, di far cessare l'attività della prima linea. Evidentemente l'assessore non conta un cazzo. Se considerate che l'a.d. e il sindaco sono dello stesso partito e vanno d'amore e d'accordo chiudete il cerchio.

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L'Italia delle polveri sottili

Letture dal web
da Terranauta
Polveri sottiliIl 2010 è iniziato all'insegna dell'inquinamento da polveri sottili. In molte città italiane, i limiti imposti per legge sono stati superati più volte già in questi primi giorni – a Milano 12 volte nei primi 20 – mentre il dossier di Legambiente “Mal'aria 2009†presenta dati non certo confortanti: nell'anno appena trascorso solo 31 città sulle 88 monitorate sono risultate in regola.
Si riaccende dunque un dibattito annoso, in cui gli interessi economici e politici giocano un ruolo fondamentale e tendono spesso a minimizzare il problema. Emblematico, in tal senso, è il caso di Pozzallo (Corriere di Ragusa, 14/01/2010), comune in provincia di Ragusa in cui è attivo un cementificio accusato da molti di immettere nell'aria polveri dannose. Indizi a suo carico sono l'incidenza di tumori molto elevata ed una strana patina che si deposita sulle auto parcheggiate proprio nei pressi dello stabilimento, assai difficile da lavare via. Un caso per cui sembrerebbe superfluo l'intervento di Sherlock Holmes. Ciononostante il sindaco, continua a difendere a spada tratta lo stabilimento accusando piuttosto chi diffonde “falsi allarmismiâ€. (...)

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10 - Caro Enrico ... (La tribù di Moro Seduto)

Pagine di Stefano Benni
Ugo La MalfaScena: Montecitorio, la mattina presto. Bussano alla porta. «Posta!» Un postino rovescia nella buchetta un quintale di buste di tutte le misure.

ANDREOTTI. Povero me! Ancora lettere! Segretari, segretari (arrivano Donat-Cattin e Colombo) per favore, il programma della giornata...
DONAT-CATTIN. Anzi tutto bisogna rispondere a La Malfa.
ANDREOTTI. Ma gli ho già risposto!
DONAT-CATTIN. Sì, ha risposto alle 13 prime domande, ma La Malfa è rimasto così contento che ne ha mandate altre 32. Trenta sono economiche, le ultime due sono: 31) qual è il fiume più lungo della Bulgaria; 32) quale sarà l’atteggiamento di Carter, se Romita cercherà di baciarlo? (...)

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13 gennaio 2010: la storia di Bettino Craxi

Radio
Mentre si discute se sia il caso o meno di riabilitare Craxi e il sindaco di Milano vuole intitolargli una via della città lombarda, cerchiamo di ripercorrere la sua vita politica.
Buon ascolto.

 

Cosa c'entra la 'ndrangheta?

Politica
'ndrangheta calabrese
Come volevasi dimostrare.
"Cosa volete che c'entri la mafia con la raccolta dei mandarini? Si tratta di quattro soldi e di un pugno di straccioni."
E poi, non vorrete che feroci assassini come gli affiliati alle 'ndrine usino dei semplici fucili ad aria compressa? I loro metodi sono più spicci e meno evidenti.
I grandi pensatori e gli investigatori alla Sherlock Holmes del nostro tempo sono passati più e più volte in televisione, alla radio e sui giornali, a raccontarci questa ennesima balla.
Adesso si scopre, lo afferma il ministro degli Interni, Maroni, che a guidare le "falangi" che davano la caccia all'uomo nero c'era nientemeno che il nipote Antonio di uno dei boss più temuti della 'ndrangheta calabrese, quel Carmelo Bellocco che risiede a Bologna e da là organizza tutte le attività illecite in Calabria e non solo. Adesso è in carcere, arrestato assieme ad altri 27 affiliati. L'azione è della squadra mobile di Bologna.

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Riunione del Governo

Politica
Razzismo
 

Mafia, i miei familiari ammazzati e umiliati

Letture dal web
Processo a CraxiOggi pubblico un intervento di Benny Calasanzio, siciliano, residente a Verona, nipote di due imprenditori siciliani ammazzati dalla mafia. Credo valga la pena di leggere la sua lettera a "Il Fatto".

Gentile direttore,
pur essendo uno dei collaboratori del suo giornale, oggi le scrivo da lettore, da semplice cittadino che ha alle spalle un’infanzia segnata dagli omicidi del nonno e dello zio, ammazzati l’uno dopo l’altro per mano mafiosa, per non aver ceduto la loro azienda alle richieste di cosa nostra, pur sapendo che questo sarebbe costato loro ciò che di più prezioso avevano: la vita. Senza timore essi decisero di barattarla con qualcosa che forse allora valeva di più, la dignità, la capacità di poter guardare negli occhi fino in fondo noi, piccoli nipoti che crescevamo in cattività, lontano dai mostri che attanagliavano la Sicilia. (...)

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Buon Anno, San Silvio del cielo

Politica
regalo di natale
 

9 - Tanassi con le ali (La tribù di Moro Seduto)

Pagine di Stefano Benni
Lo scandalo LockheedDopo il grande successo che sta avendo in Francia Démocratie française, il libro di Giscard d’Estaing, le maggiori case editrici italiane si sono buttate sui nostri politici, chiedendo loro di scrivere subito un libro. Ecco l’elenco dei primi titoli che, dalla prossima settimana, potremo trovare in tutte le librerie.

Umberto Agnelli. Leadership, partnership e management nel rapporto big industry-statement. In lingua inglese con tavole originali di Walt Disney. La più moderna esposizione delle teorie su cui si basa il capitalismo moderno. Proposta per un moderno leader: un misto di John Kennedy, Giscard e Pierre Trudeau, con un pizzico di Alfredo Pigna e il dopobarba di Indro Montanelli. In appendice rubriche di bridge, polo, vela, cricket, moda maschile e una ricetta per fare la benzina con le canottiere sudate.

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