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Quadro I

 

Quadro II

 

Quadro III

Quadro IV


Spiegazioni

La Bohème, di Giacomo Puccini, libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica è un’opera lirica, in quattro quadri, tratta dal romanzo d'appendice "Scènes de la vie de bohème" di Henri Murger.  L'opera debutta nel 1896 al Teatro Regio di Torino, diretta da un ventinovenne Arturo Toscanini.
L’opera nasce da una sfida tra Puccini e Ruggero Leoncavallo. Entrambi devono preparare un’opera che tratti lo stesso argomento e si rifaccia alla stessa fonte. Dopo più di 120 anni la Bohème di Puccini è ancora tra le più popolari, mentre   quella di Leoncavallo non ha mai avuto grande successo.
L’edizione che ascolteremo è registrata nel 1973, e si avvale della presenza di Luciano Pavarotti nei panni di Rodolfo e della direzione orchestrale di uno dei più grandi maestri di sempre, Herbert Von Karajan.
Altri interpreti sono: Mirella Freni (Mimì), Elizabeth Harwood (Musetta). L’orchestra è quella dei Berliner Philarmoniker.

Trama

La storia racconta l'esistenza spensierata di alcuni giovani artisti bohémien nella Parigi del 1830

I personaggi

Mimì - soprano
Musetta - soprano
Rodolfo, poeta - tenore
Marcello, pittore - baritono
Schaunard, musicista - baritono
Colline, filosofo - basso
Benoît, il padrone di casa - basso
Parpignol, venditore ambulante - tenore
Alcindoro, consigliere di stato - basso
Sergente dei doganieri - basso
Doganiere - basso

QUADRO I

È la vigilia di Natale. Marcello (un pittore) e Rodolfo (un poeta) vivono in una soffitta e tentano di scaldarsi davanti a un caminetto. Marcello dipinge, mentre Rodolfo alimenta il fuoco con le pagine di un suo poema. Arrivano il filosofo Colline e poi il musicista Schaunard con delle provviste e del denaro. Arriva anche Benoît, il padrone di casa, che viene allontanato con una scusa. Gli amici decidono di andare al caffè Momus, ma Rodolfo rimane perché deve finire di scrivere un articolo.
Bussa Mimì, la giovane vicina di casa, alla ricerca di una candela ma ha un mancamento, sintomo della tisi. Quando sta per rientrare a casa si accorge di aver perso la chiave della sua stanza. I due si inginocchiano al buio e Rodolfo, che trova la chiave ma vuole rimanere più a lungo con Mimì, la mette in tasca e ascolta Mimì, che gli racconta di essere una ricamatrice di fiori e di vivere da sola.
Gli amici però reclamano la presenza di Rodolfo al Caffè e lui invita Mimì che accetta.
É in questo quadro che Rodolfo canta una delle arie più conosciute del panorama lirico: “Oh che gelida manina”.

QUADRO II

Al caffè Momus, Rodolfo presenta agli altri la giovane Mimì. Intanto arriva anche Musetta, una vecchia fiamma di Marcello, insieme ad Alcindoro, ricco e vecchio. Lei aveva lasciato Marcello ma lo vuole riconquistare e finge un dolore al piede per togliersi una scarpa e scoprire la caviglia. Marcello non le resiste e la coppia di amanti ritrovati se ne va insieme agli amici, lasciando ad Alcindoro la scarpetta ed il conto.

QUADRO III

L’azione si svolge alla “Barriera d’Enfer”, una barriera doganale parigina. È febbraio, fa molto freddo, la neve ricopre tutto e le due coppie d’amanti litigano.
Marcello e Musetta per gelosia, mentre le incomprensioni tra Rodolfo e Mimì sono sempre più importanti. Lei viene incolpata di eccessiva leggerezza e infedeltà.
Rodolfo però ha intuito la sua malattia e capisce anche che vivere in una soffitta potrebbe peggiorare le sue condizioni. Il ricordo dei bei momenti passati insieme fa decidere loro di arrivare alla primavera.
Musetta e Marcello invece si separano dopo l'ennesima lite.

QUADRO IV

Marcello e Rodolfo, finalmente soli, vivono nella soffitta. Parlano dell'amore e delle pene che questo porta e l'atmosfera diventa più leggera quando arrivano anche Colline e Schaunard. Arriva di corsa Musetta che dice di aver visto Mimì sofferente e manda Marcello a vendere i suoi orecchini per comprare delle medicine per Mimì, mentre lei cerca un manicotto per scaldare le mani dell’amica. Colline decide di contribuire e vende il cappotto.
Intanto Rodolfo e Mimì ricordano con tenerezza i giorni del loro amore. Mimì si spegne silenziosamente, sembra assopita; il primo ad accorgersi della sua morte è Schaunard, che lo confida a Marcello. Rodolfo, accortosi di quanto accaduto, la abbraccia piangendo invocando il suo nome.