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Atto primo

 

Atto secondo

 

Atto terzo

Spiegazioni

Tosca è un melodramma in tre atti composto da Giacomo Puccini, su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica. La prima rappresentazione si tiene a Roma, al Teatro Costanzi, il 14 gennaio 1900. L’opera ottiene da subito un considerevole successo.
La Tosca che state per ascoltare, incisa nel 1953 con il Coro e l’Orchestra del teatro alla Scala di Milano, è una pietra miliare nella storia della musica registrata. Diretta con particolare intensità da Victor de Sabata, è interpretata da un cast stellare: la soprano Maria Callas, il tenore Giuseppe Di Stefano e il baritono Tito Gobbi.
É stata premiata con il Grammy Hall of Fame Award 1987. Questo premio, istituito nel 1973, onora le registrazioni che sono state pubblicate da almeno 25 anni e che hanno "un significato storico o qualitativo”.

Trama

L'azione si svolge a Roma, il 14 giugno 1800, data della battaglia di Marengo. La Repubblica Romana è caduta e feroci rappresaglie sono in corso verso gli ex-repubblicani simpatizzanti di Napoleone Bonaparte. La storia, meglio dire la tragedia, è divisa in tre atti e si svolge in tre luoghi: la chiesa di Sant’Andrea Della Valle, palazzo Farnese, Castel Sant’Angelo.

I personaggi

Floria Tosca, celebre cantante - soprano
Mario Cavaradossi, pittore - tenore
Il Barone Scàrpia, capo della polizia - baritono
Cesare Angelotti, un prigioniero politico evaso - basso
Il Sagrestano - basso
Spoletta, agente di polizia - tenore
Sciarrone, gendarme - basso
Un carceriere - basso
Un pastore - ragazzo, voce bianca

ATTO I

Angelotti, già console della Repubblica e per questo prigioniero politico, riesce a evadere da Castel Sant'Angelo e trova rifugio nella Chiesa di Sant'Andrea Della Valle. Sua sorella, la Marchesa Attavanti, gli ha lasciato la chiave della cappella di famiglia.
Arriva il sagrestano per ripulire i pennelli del pittore Mario Cavaradossi, che sta realizzando un affresco raffigurante la Madonna. Entra anche il pittore e quando toglie il telo dal suo affresco, il sagrestano ha un sobbalzo perché riconosce il volto della Madonna. Cavaradossi confessa di essersi ispirato a una devota della chiesa, non sapendo che si tratta proprio della Marchesa Attavanti. Continua a dipingere guardando, di tanto in tanto, una foto della sua amata Floria Tosca.
Uscendo, il sagrestano nota che il paniere con il pranzo di Cavaradossi è ancora intatto; pensa ad un digiuno di penitenza, ma il pittore lo rassicura dicendo di non aver appetito.
Pensando di esser rimasto solo, Angelotti esce dal nascondiglio ma incontra  Cavaradossi, suo vecchio amico, anche lui simpatizzante di Napoleone Bonaparte. I due vengono interrotti bruscamente dall'arrivo di Tosca; Angelotti è costretto a nascondersi frettolosamente, non prima di aver preso il paniere di Cavaradossi.
Floria Tosca, cantante e amante di Cavaradossi è per sua indole molto gelosa. Ha sentito il suo amato parlare con qualcuno e teme la presenza di un'altra donna. Dopo essere stata rassicurata dal Cavaradossi di essere l'unica donna da lui amata, lo invita a passare la serata insieme nella villa del pittore. Prima di uscire però, riconosce nello sguardo della Madonna gli occhi della Marchesa Attavanti; di nuovo viene presa da un'impeto di gelosia, e di nuovo Cavaradossi le proclama il suo unico e incondizionato amore.
Allontanatasi Tosca, Angelotti può uscire di nuovo dal suo nascondiglio. Racconta che la sorella ha nascosto nella cappella per lui delle vesti femminili; aspetterà il tramonto per fuggire dalla caccia del barone Scarpia. Cavaradossi consiglia all'amico di recarsi subito alla sua villa e - in caso di pericolo - nascondersi nel pozzo.
Un colpo di cannone sparato da Castel Sant'Angelo annuncia che la fuga di Angelotti è stata scoperta e questo deve fuggire.
Entra il sagrestano circondato da una folla di chierici e confratelli, tutti festosi per la notizia dell'imminente (e presunta) sconfitta di Napoleone da parte degli austriaci.
Li interrompe bruscamente il barone Scarpia, capo della polizia, accompagnato da Spoletta, il poliziotto, alla ricerca del fuggitivo. Trova il paniere vuoto e un ventaglio femminile con lo stemma Attavanti. Riconoscendo alfine il volto della Marchesa nell'effige della madonna, capisce che il piano di fuga di Angelotti è stato ordito con la complicità di Cavaradossi.
Tosca torna in chiesa per annunciare al suo amato un cambio di programma: quella sera dovrà presenziare ad un concerto a Palazzo Farnese, quindi non potrà recarsi alla sua villa. Il barone Scarpia utilizza il ventaglio per far ingelosire Tosca che riconosce lo stemma sul ventaglio e crede che Cavaradossi abbia una relazione con la marchesa; corre quindi alla villa del pittore per poter cogliere i due sul fatto.
Scarpia la fa seguire da Spoletta e da alcuni poliziotti. Il suo scopo è duplice: avere per se Floria Tosca e catturare Angelotti.

ATTO II

La scena si svolge all’interno di Palazzo Farnese, nella camera di Scarpia al piano superiore. Dalla finestra provengono le note del concerto e la voce inconfondibile di Tosca. Il capo della polizia è in compagnia del gendarme Sciarrone.
Spoletta entra trascinando con se Cavaradossi perché nella villa non c’era traccia del fuggitivo Angelotti.
Scarpia cerca di fargli dire dove si trova suo amico, senza ottenere risposta.
Tosca entra nella stanza; vedendo Cavaradossi gli fa un cenno d’intesa e lui la implora di non dire nulla.
Cavaradossi viene portato nella camera di tortura mentre Scarpia, rimasto solo con Tosca, cerca di farle rivelare il nascondiglio di Angelotti. Per convincerla a parlare le fa sentire le urla di dolore di Cavaradossi, provenienti dalla stanza attigua.
Solo allora Tosca capisce cosa sta succedendo al suo amato. Cerca di resistere, sopportando le urla strazianti del pittore, ma alla fine cede e urla a Scarpia che Angelotti è nascosto nel pozzo del giardino.
Cavaradossi, sanguinante e fisicamente provato, viene condotto da Tosca, mentre Spoletta va a catturare Angelotti.
Irrompe nella stanza Sciarrone con una notizia preoccupante dal fronte: quella che sembrava essere una sconfitta pesante per Napoleone, in realtà si è trasformata in una vittoria decisiva. L'esercito austriaco è stato sconfitto a Marengo.
Cavaradossi ritrova le forze e urla alla vittoria, facendosi beffe di Scarpia. Quest'ultimo non tollera l'affronto e lo condanna a morte.
Rimasto di nuovo solo con Tosca, Scarpia le dice che potrebbe esserci un modo per salvare Cavaradossi: concedersi a lui.
Tosca rifiuta sdegnata la proposta, ma il barone la convince, complice anche l'imminenza dell'esecuzione capitale.
Spoletta ritorna con la notizia della morte di Angelotti: il fuggiasco, pur di non farsi catturare, si è tolto la vita.
Stretto il patto con Tosca, il barone finge di accordarsi con Spoletta per una finta fucilazione di Cavaradossi. Tosca, non capendo l'inganno del barone, chiede un salvacondotto per poter fuggire da Roma con il suo amato. Scarpia le consegna il documento e chiede a Tosca di rispettare il patto; in tutta risposta lei prende un coltello dalla tavola imbandita e lo pugnala, uccidendolo.

ATTO III

Dalla prigione Mario Cavaradossi chiede al suo carceriere di poter scrivere un'ultima lettera alla sua amata Tosca. Mentre cerca le parole adatte, Tosca fa il suo ingresso nella cella accompagnata da Spoletta che ancora non sa della morte di Scarpia. Quando i due amanti restano soli, Tosca confessa il suo crimine e mostra a Cavaradossi il salvacondotto firmato da Scarpia prima di morire. Tutto ciò che dovrà fare Cavaradossi è cadere quando i soldati spareranno con i loro fucili caricati a salve gli spiega Tosca, ignara dell’inganno perpetrato da Scarpia per approfittare di lei. Cavaradossi viene portato sul ponte di Castel Sant'Angelo per essere fucilato; quando i soldati sparano lui cade a terra. Tosca attende che i soldati se ne siano andati, prima di accorrere verso il suo amato e aiutarlo a rialzarsi; solo allora capisce che quella che avrebbe dovuto essere una simulazione, in realtà è stata una vera fucilazione. Dalle stanze di Castel Sant'Angelo si odono le urla di Spoletta e dei soldati che hanno trovato il corpo di Scarpia. Si recano in fretta sul ponte per arrestare Tosca. Lei sale sul parapetto del ponte e si getta nel vuoto, non prima di aver lanciato un'ultima maledizione a Scarpia.