Pronti ... via!

Carissimi amici, eccoci pronti per cominciare una nuova fase di questa trasmissione. Il suo titolo risulterà nei prossimi mesi ancora più significativo di prima, quando trattavamo esclusivamente questioni ambientali, cercando di far capire che tutti i problemi che abbiamo con l’ambiente sono figli di una strategia di sviluppo ben precisa. Questa strategia comporta l’esigenza da parte di pochi di diventare ricchi o potenti o tutte e due le cose assieme. Non è un mistero, non lo è per niente, che le scelte che vengono fatte sono dettate sempre e comunque da questi due motori. Pensate a quanto accade negli Stati Uniti, dove un presidente (si badi bene, regolarmente eletto), va contro le indicazioni del mondo intero per soddisfare i suoi grandi elettori, le lobby del carbone, del petrolio, del gas, delle armi e via discorrendo. A me sembra piuttosto evidente questo legame tra politica, economia, malaffare e danni al territorio e alle persone che lo abitano. Abbiamo una quantità infinita di esempi da citare. L’ho fatto in questi 10 anni a proposito di tutti gli argomenti che abbiamo affrontato assieme e mi sembra superfluo ritornarci sopra.
Da oggi, se avrete voglia di seguire questa trasmissione, vorrei raccontarvi alcune storie del recente passato del nostro paese. Sono fatti accaduti trenta anni fa, a volte più, a volte meno, tutti significativi proprio di questo stretto legame tra gli “affari che riguardano i cittadini” e le amministrazioni dello stato. In questo termine, amministrazioni, metto un po’ tutto: la politica (locale e nazionale), le forze dell’ordine, gli alleati militari, i servizi segreti, i potenti uomini dell’economia e della finanza, le varie mafie sparse nella penisola. Insomma c’è materiale per costruire un romanzo giallo, che affonda però nella realtà vera ed è molto più intricato e misterioso di quelli usciti dalle penne di Agata Christie o Georges Simenon.
OrwellVedremo, andando avanti con le puntate, che questioni apparentemente lontane tra loro nello spazio e anche nel tempo, fanno parte dello stesso filone, con protagonisti analoghi (talvolta proprio gli stessi), il che ci fa supporre che le storie che racconterò entrino in una specie di strategia con qualche occulto e segreto manovratore di burattini. Forse tutto questo richiama le pagine magistralmente scritte da quel grande precursore che è stato George Orwell. Un precursore, un veggente? O, più semplicemente, Orwell sapeva guardare a fondo nelle cose, vedendovi aspetti che alla maggior parte degli altri sfuggivano?
La questione, adesso, è: “da dove partiamo?”.
In effetti messo di fronte al foglio bianco, nel tentativo di stilare una scaletta per queste nuove trasmissioni, devo dire che un po’ mi sono sentito in imbarazzo per la quantità enorme di materiale disponibile, ma anche per il desiderio di dare un senso compiuto agli interventi; per far uscire un filo conduttore univoco, sensato, logico.
La prima cosa che salta agli occhi quando si affronta questo lavoro è che si tratta quasi sempre di casi irrisolti, senza colpevoli o, quando ci sono, lasciano forti dubbi che si tratti di capri espiatori e comunque mancano sempre i mandanti.
Insomma qui non si tratta di un romanzo giallo, nel quale alla fine chi indaga è sempre in grado di punire i responsabili. Ve l’immaginate l’ispettore Hercule Poirot che alla fine dice: “Non ci ho capito una mazza, i colpevoli non ci sono!”. Nessuno leggerebbe più i romanzi di Agata Christie sul grande indagatore belga (non è francese, si arrabbia molto se vi sbagliate!).
Nei romanzi, tuttavia, non c’è nessuno che abbia interesse che non si sappia, o se c’è alla fine viene inesorabilmente sconfitto. Le cose cominciano ad essere un pochino differenti nei film, nei Thriller, come si dice oggi, dove la suspense può essere creata in modo magistrale usando immagini, luci e musica. Ecco: qui, soprattutto negli ultimi anni, capita che i film finiscano con un nulla di fatto. Vale a dire con il potente di turno (sia esso una persona, un gruppo o un governo), che elimina qualsiasi possibilità di conoscere la verità. Ma i cineasti sono astuti e lasciano comunque percepire allo spettatore che “quelli lì sono colpevoli, anche se la storia non lo dice”.
Le storie che vi racconterò sono fatte proprio così. Anche noi abbiamo il sentore, la sensazione, la convinzione che “quelli lì sono colpevoli!” anche se non abbiamo le prove provate di quello che stiamo pensando. Ma, a dirla tutta, è ben difficile che le cose siano andate in modo diverso e quindi nel nostro intimo pensiamo di avere la risposta alle domande, alle moltissime domande che ci facciamo.
Ci sono parole che ascolterete frequentemente in queste puntate, parole come “strano” “misterioso” “inspiegabile”.
La maggior parte delle informazioni di queste puntate derivano da documenti ufficiali, consultabili da chiunque, soprattutto nei siti specializzati o in quelli ufficiali, ad esempio quello della camera dei deputati. Certo, a volte, si tratta di deposizioni di personaggi che camminano molto al limite della legalità: spie, faccendieri e soprattutto pentiti o, come sarebbe più corretto chiamarli, collaboratori di giustizia. Non possiamo quindi essere sicuri che le loro verità siano semplicemente la verità. Ma io vi racconto solo delle storie, che non hanno alcun valore legale. Spero siano di vostro gradimento, perché sono estremamente interessanti e, alla fine, qualcosa ci insegnano. Vi auguro di gradirle e, comunque, un buon ascolto.