Liberi di ...
Ci sono alcune cose che non mi tornano, nemmeno un po’. In questi giorni di freddo e neve, bloccato in casa da un mal di schiena vigliacco, mi trovo a vagare (con lentezza e cautela) tra il letto e il divano, a leggere qualche libro e guardare qualche film. Così, ho rivisto alcune scene del catastrofico 2012: non fate quella faccia, i film vanno visti per poi poterli eventualmente criticare (ricordate? lo diceva anche Rino Gaetano). Non entro nel merito della realizzazione “artistica”, ma la storia è davvero allucinante, tanto da farmi classificare la pellicola come un future-horror di prima classe. (...)Leggi tutto... Aggiungi commento
Gas di scisto: soluzione o problema? In un momento in cui si sta allegramente disquisendo sulla libertà d’azione per le compagnie petrolifere e del gas di bucherellare il nostro suolo (terreno o submarino che sia) ho deciso di pubblicare il testo (opportunamente rivisto) di due puntate che ho realizzato per Radio Cooperativa nelle scorse settimane (gennaio 2012), che riguarda la ricerca nel mondo del gas di scisto e della relativa trivellazione, che gli inglesi e gli ambientalisti di tutto il mondo chiamano, con un senso di orrore, “fracking”.Avviso chi volesse avventurarsi nella lettura di questo pezzo che è terribilmente lungo. (...) Un'azione rivoluzionaria: fare gli acquisti! La nostra vita e la società nella quale viviamo è basata su una catena produttiva che si sviluppa secondo uno schema ben preciso.Si estraggono materie prime per fare gli oggetti e materie prime per produrre l’energia necessaria a trasformare le materie prime in oggetti. Poi questi vengono commercializzati e venduti, quindi consumati e poi buttati via come rifiuti. Questo procedimento può così ricominciare da capo con nuova estrazione di risorse, nuova produzione di energia e così via all’infinito … o meglio: così via fino a che ci saranno materie prime da estrarre. Il motore di tutto questo è il fatto che ciascuno di questi passaggi prevede un profitto, nella vendita delle risorse, nella commercializzazione degli oggetti, nel consumo, nella gestione dei rifiuti e perfino nella produzione di inquinamento che accompagna tutte le fasi di questo percorso. (...) PM10: sono preziose perché necessarie per lo sviluppo! Forse il titolo è un po’ forte, ma dovete avere un po’ di pazienza per vedere dove arriviamo.Che l’uso dell’automobile sia una prassi naturalmente inserita nella nostra vita mi sembra sia sotto gli occhi di tutti. E’ un po’ come alzarsi la mattina e, come prima cosa, farsi il caffè. Uno neanche ci pensa, si infila nell’auto e gira la chiave. La sua "giornata produttiva" comincia quasi sempre così. Poi si ferma a fare benzina e scopre che se non rapina una banca o vince un terno difficilmente ne verrà fuori da questo mostro che risucchia le sue finanze. 1,8 € al litro è una cifra folle (sempre meno di quello che costa l’acqua in bottiglia!!!) e non serve certo di consolazione il sapere che una buona fetta di quell'importo (ben oltre la metà) finirà allo stato sotto forma di tasse, balzelli, imposte, e ammennicoli vari. (...) Le Maldive? Non ci sono più! Periodi di vacanza, di viaggi per chi se li può permettere. Non c’è niente di meglio che passare qualche settimana al caldo mentre da noi le temperature sono rigide, l’umidità ti entra nelle ossa e devi fare i conti ogni volta che ti alzi con quei maledetti vetri ghiacciati della macchina che è rimasta in strada tutta la notte.Così andarsene dall’altra parte del mondo dove è piena estate e puoi startene in costume al sole è davvero una goduria. Quei 30 gradi all’ombra che sono il tuo incubo estivo in una pianura padana sempre invasa da un tasso di umidità inaccettabile, quei 30 gradi diventano una benedizione. (...) ... riassumendo ... A pochi giorni dal fatidico count-down di mezzanotte ho voglia di riassumere le posizioni sulle questioni ambientali come le vedo io. Abbiate pazienza, lo faccio per fermarle, perché con tutta questa attesa del 2012 non vorrei perdere il colpo e dimenticarmene.Non posso che ribadire che, secondo me, la crisi ambientale e la crisi economica sono solo due facce della stessa medaglia. L’espressione di un modello di sviluppo che basa la sua continua crescita sui consumi, anzi sugli sprechi di materie prime, siano esse usate per costruire le merci o per produrre l’energia necessaria a questa operazione. Nell’un caso e nell’altro abbiamo semplicemente saccheggiato la dispensa terrestre che non è infinita e prima o poi sarà vuota. (...) Il 31 festeggiamo … ma cosa? La formulazione del calendario è strana. Già: perché, mentre è logico che il giorno abbia la durata che ha dal momento che corrisponde ad una rotazione della Terra attorno al proprio asse e quindi al fatto che il Sole torna nel suo movimento apparente quasi allo stesso punto rispetto all’orizzonte del giorno precedente, e ha altrettanto senso un anno fatto più o meno di 365 di questi giorni, perché è il tempo necessario alla Terra a fare un giro completo attorno al sole, il resto non ha alcun legame con fatti fisici o astronomici. Perché ci sono 24 ore in un giorno, 60 minuti in un’ora e 60 secondi in un minuto? Perché i mesi sono tutti grossomodo di 30 giorni con una serie di eccezioni che devono far tornare i conti? I calendari sono stati rivisitati e modificati nei secoli. Basandosi infatti almeno parzialmente su eventi astronomici occorre tener conto delle nuove scoperte, legate a osservazioni del cielo che si sono via via affinate, rendendo sempre più evidente la discrepanza tra le danze dei corpi celesti e il susseguirsi di giorni, settimane e mesi sui nostri fogli di carta. (...)Per piacere, INCAZZATEVI! Che il clima stia cambiando è sotto gli occhi di tutti. Chiunque può confrontare fotografie di ghiacciai che sono scomparsi in 20 anni. Nei giorni scorsi La Repubblica online ha mostrato un filmato interessante che fa vedere la regressione del ghiacciaio Montt nella Patagonia cilena di oltre un km in un solo anno. Chiunque può accedere ai dati di regioni molto vicine a casa, come quelli delle piogge in val Padana che sono nettamente diminuite rispetto al passato mentre sono aumentate alluvioni, uragani, fenomeni tipicamente tropicali. Chiunque può rendersi conto delle mutazioni avvenute nel Mediterraneo dove sono comparse specie di pesci che prima non c’erano e che abitavano mari ed oceani decisamente più caldi e viceversa sono scomparse specie che abitavano i nostri mari. Chiunque può constatare che la temperatura media del pianeta nella prima decade di questo millennio è stata nettamente la più alta da quando la misuriamo e cioè dal 1850. (...) Durban: ottimo clima ... tutti al mare! E finalmente nella notte tra sabato e domenica, con il sole che stava per spuntare all’orizzonte e le lancette degli orologi che viaggiavano veloci verso le quattro, mentre solerti camerieri rimettevano i calzini degli onorevoli nelle valigie, è arrivato l’accordo. Brindisi a cappuccino e brioches. Peccato: dovevano terminare venerdì per passare poi il weekend stesi sulle spiagge sudafricane. E’ strano e davvero curioso come questi accordi vengano sempre presi all’ultimo secondo possibile (addirittura nei tempi supplementari come in questa occasione). Era successo anche a Copenhagen per l’intervento dell’allora neo presidente americano Barak Obama, che partecipava per la prima volta al summit. (...) |






In un momento in cui si sta allegramente disquisendo sulla libertà d’azione per le compagnie petrolifere e del gas di bucherellare il nostro suolo (terreno o submarino che sia) ho deciso di pubblicare il testo (opportunamente rivisto) di due puntate che ho realizzato per
La nostra vita e la società nella quale viviamo è basata su una catena produttiva che si sviluppa secondo uno schema ben preciso.
Forse il titolo è un po’ forte, ma dovete avere un po’ di pazienza per vedere dove arriviamo.
Periodi di vacanza, di viaggi per chi se li può permettere. Non c’è niente di meglio che passare qualche settimana al caldo mentre da noi le temperature sono rigide, l’umidità ti entra nelle ossa e devi fare i conti ogni volta che ti alzi con quei maledetti vetri ghiacciati della macchina che è rimasta in strada tutta la notte.
A pochi giorni dal fatidico count-down di mezzanotte ho voglia di riassumere le posizioni sulle questioni ambientali come le vedo io. Abbiate pazienza, lo faccio per fermarle, perché con tutta questa attesa del 2012 non vorrei perdere il colpo e dimenticarmene.
La formulazione del calendario è strana. Già: perché, mentre è logico che il giorno abbia la durata che ha dal momento che corrisponde ad una rotazione della Terra attorno al proprio asse e quindi al fatto che il Sole torna nel suo movimento apparente quasi allo stesso punto rispetto all’orizzonte del giorno precedente, e ha altrettanto senso un anno fatto più o meno di 365 di questi giorni, perché è il tempo necessario alla Terra a fare un giro completo attorno al sole, il resto non ha alcun legame con fatti fisici o astronomici. Perché ci sono 24 ore in un giorno, 60 minuti in un’ora e 60 secondi in un minuto? Perché i mesi sono tutti grossomodo di 30 giorni con una serie di eccezioni che devono far tornare i conti? I calendari sono stati rivisitati e modificati nei secoli. Basandosi infatti almeno parzialmente su eventi astronomici occorre tener conto delle nuove scoperte, legate a osservazioni del cielo che si sono via via affinate, rendendo sempre più evidente la discrepanza tra le danze dei corpi celesti e il susseguirsi di giorni, settimane e mesi sui nostri fogli di carta. (...)
Che il clima stia cambiando è sotto gli occhi di tutti.
E finalmente nella notte tra sabato e domenica, con il sole che stava per spuntare all’orizzonte e le lancette degli orologi che viaggiavano veloci verso le quattro, mentre solerti camerieri rimettevano i calzini degli onorevoli nelle valigie, è arrivato l’accordo. 





















