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		<title>Black and Blue</title>
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		<description>Black &amp; Blue racconta in 14 puntate (più una) la storia del Jazz, rivisitando generi, interpreti, brani. Ogni puntata ha il suo tema: partiamo dall'inizio del '900 per arrivare ai giorni nostri. Il titolo della trasmissione richiama la canzone di Fats Waller che fa anche, nella versione di Louis Armstrong,  da sigla di apertura al programma. La sigla di chiusura è invece affidata a Charlie Byrd e Stan Getz. Buon ascolto!</description>
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		<title>Black and Blue</title>
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		<itunes:summary>Black &amp; Blue racconta in 14 puntate (più una) la storia del Jazz, rivisitando generi, interpreti, brani. Ogni puntata ha il suo tema: partiamo dall'inizio del '900 per arrivare ai giorni nostri. Il titolo della trasmissione richiama la canzone di Fats Waller che fa anche, nella versione di Louis Armstrong,  da sigla di apertura al programma. La sigla di chiusura è invece affidata a Charlie Byrd e Stan Getz. Buon ascolto!</itunes:summary>
		<itunes:subtitle>Breve storia del Jazz</itunes:subtitle>
		<itunes:author>Mario</itunes:author>
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				<title>1. Il Jazz a New Orleans: Storyville</title>
				<itunes:subtitle>E' difficile dire dove e come sia nato il Jazz. Certo con esso hanno a che fare una serie di fattori. Le musiche portate con sè dagli schiavi nel Sud degli Stati Uniti, ma anche le musiche religiose e i cori che nelle chiese permettevano ai 'negri' di stare assieme e cantare. E poi il ragtime, i canti nei campi di lavoro e nelle prigioni. Tutti contributi che si fondono assieme per dare origine al blues. Questa sì è musica nuova, che non trova riscontro in nessun altro esempio (...vedi dettagli)</itunes:subtitle>
				<itunes:summary><![CDATA[E' difficile dire dove e come sia nato il Jazz. Certo con esso hanno a che fare una serie di fattori. Le musiche portate con sè dagli schiavi nel Sud degli Stati Uniti, ma anche le musiche religiose e i cori che nelle chiese permettevano ai 'negri' di stare assieme e cantare. E poi il ragtime, i canti nei campi di lavoro e nelle prigioni. Tutti contributi che si fondono assieme per dare origine al blues. Questa sì è musica nuova, che non trova riscontro in nessun altro esempio precedente. Ed è la struttura del blues ad essere presente fin dall'inizio anche nel Jazz. In questa puntata dunque raccontiamo cosa avviene soprattutto nel Sud degli States, in particolare a New Orleans, dove, curiosamente, una città del piacere, piena di bordelli e prostitute, diventa la culla della musica che dominerà la prima metà del secolo scorso. Seguiamo i primi tentativi di passare dal ragtime al Jazz, apprezziamo i primi grandi compositori e artisti, fino all'esodo, voluto dalle alte gerarchie militari che sposteranno il centro del mondo del Jazz più a Nord, verso le grandi città operose, Chicago e New York, là dove se il 'negro' non trova da suonare può almeno lavorare in fabbrica e sopravvivere. In questa puntata ascoltiamo alcuni dei grandi del passato, da Scott Joplin e Joseph Lamb, pionieri del Ragtime, a Kid Ory, Jelly Roll Morton, Bunk Johnson, ma ascoltiamo anche cantanti come Mamie Smith e Marion Harris, e altri ancora. Dunque buon ascolto e ... buon jazz a tutti!]]></itunes:summary>
				<description>E' difficile dire dove e come sia nato il Jazz. Certo con esso hanno a che fare una serie di fattori. Le musiche portate con sè dagli schiavi nel Sud degli Stati Uniti, ma anche le musiche religiose e i cori che nelle chiese permettevano ai 'negri' di stare assieme e cantare. E poi il ragtime, i canti nei campi di lavoro e nelle prigioni. Tutti contributi che si fondono assieme per dare origine al blues. Questa sì è musica nuova, che non trova riscontro in nessun altro esempio (...vedi dettagli)</description>
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				<author>emmebrus@gmail.com (Mario)</author>
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				<pubDate>Mon, 16 Apr 2018 12:20:00 +0200</pubDate>
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				<title>2. Il Jazz si sposta a Chicago</title>
				<itunes:subtitle>In questa puntata di Black &amp; Blue seguiamo i jazzisti che si spostano da New Orleans verso le grandi città del Nord. In particolare seguiamo quelli che si fermano a Chicago, dove la musica è favorita anche dalla presenza massiccia dei gangster che aprono e gestiscono molti locali dove non solo si beve alcool di contrabbando, ma si può ascoltare anche la buona musica dei jazzisti più importanti del periodo. Accanto a King Oliver, salgono sui palcoscenici artisti importanti come (...vedi dettagli)</itunes:subtitle>
				<itunes:summary><![CDATA[In questa puntata di Black &amp; Blue seguiamo i jazzisti che si spostano da New Orleans verso le grandi città del Nord. In particolare seguiamo quelli che si fermano a Chicago, dove la musica è favorita anche dalla presenza massiccia dei gangster che aprono e gestiscono molti locali dove non solo si beve alcool di contrabbando, ma si può ascoltare anche la buona musica dei jazzisti più importanti del periodo. Accanto a King Oliver, salgono sui palcoscenici artisti importanti come Sidney Bechet, Bix Beiderbecke, Jelly Roll Morton, Jimmy Noone e poi muovono i loro primi passi stelle di uno splendente futuro come Louis Armstrong e Earl Hines. E' anche il periodo delle prime grandi cantanti jazz/blues come Ma' Rainey e, soprattutto, Bessie Smith. Un'altra puntata da non perdere.]]></itunes:summary>
				<description>In questa puntata di Black &amp; Blue seguiamo i jazzisti che si spostano da New Orleans verso le grandi città del Nord. In particolare seguiamo quelli che si fermano a Chicago, dove la musica è favorita anche dalla presenza massiccia dei gangster che aprono e gestiscono molti locali dove non solo si beve alcool di contrabbando, ma si può ascoltare anche la buona musica dei jazzisti più importanti del periodo. Accanto a King Oliver, salgono sui palcoscenici artisti importanti come (...vedi dettagli)</description>
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				<pubDate>Sun, 15 Apr 2018 17:46:00 +0200</pubDate>
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				<title>3. Il Jazz arriva a New York</title>
				<itunes:subtitle>Mentre a Chicago gli sfollati da New Orleans gettano le basi per la nuova musica e splendono le stelle di King Oliver, Jelly Roll Morton, Bix Beiderbecke, Louis Armstrong, a New York la musica che si ascolta è ancora legata al ragtime. Ma la grande mela diventa presto il centro del mondo per la nuova musica per tre motivi fondamentali: commerciale, sociale e musicale. Commerciale perché qui sono concentrati e lo saranno sempre più nei primi decenni del Novecento, gli Studios, (...vedi dettagli)</itunes:subtitle>
				<itunes:summary><![CDATA[Mentre a Chicago gli sfollati da New Orleans gettano le basi per la nuova musica e splendono le stelle di King Oliver, Jelly Roll Morton, Bix Beiderbecke, Louis Armstrong, a New York la musica che si ascolta è ancora legata al ragtime. Ma la grande mela diventa presto il centro del mondo per la nuova musica per tre motivi fondamentali: commerciale, sociale e musicale. Commerciale perché qui sono concentrati e lo saranno sempre più nei primi decenni del Novecento, gli Studios, dove si possono registrare dischi. Si tratta di strutture che diventano sempre più indispensabili, mano a mano che il jazz diventa più commerciale.Sociale, perché anche New York, forse più di altre città, è il polo di una massiccia immigrazione, non solo africana, ma anche ebrea, cultura che si porta dietro sonorità che dal jazz così distanti non sono.Musicale perché anche New York ha le sue specialità artistiche, come lo stride piano, e poi la nascita delle orchestre, legate all’intrattenimento, come vedremo in questa puntata. Anche a New York quindi arrivano le "star" e il jazz decolla grazie a personaggi straordinari come James P. Johnson, Freddie Keppard, Fletcher Henderson e le magie create dall'immenso Thomas "Fats" Waller. Si affacciano alla ribalta i protagonisti di domani come Duke Ellington, mentre le voci straordinarie di Ethel Waters, Bessie Smith e Billie Holiday ci accompagnano in questa meravigliosa avventura.]]></itunes:summary>
				<description>Mentre a Chicago gli sfollati da New Orleans gettano le basi per la nuova musica e splendono le stelle di King Oliver, Jelly Roll Morton, Bix Beiderbecke, Louis Armstrong, a New York la musica che si ascolta è ancora legata al ragtime. Ma la grande mela diventa presto il centro del mondo per la nuova musica per tre motivi fondamentali: commerciale, sociale e musicale. Commerciale perché qui sono concentrati e lo saranno sempre più nei primi decenni del Novecento, gli Studios, (...vedi dettagli)</description>
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				<author>emmebrus@gmail.com (Mario)</author>
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				<pubDate>Sat, 14 Apr 2018 17:57:00 +0200</pubDate>
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				<title>4. La grande crisi del '29</title>
				<itunes:subtitle>La quarta puntata di &quot;Black &amp; Blue (breve storia del jazz)&quot; ci vede ancora a New York negli anni '20. Qui incontriamo personaggi importanti come Sidney Bechet, Bix Beiderbecke, i fratelli Dorsey, gli italianissimi Joe Venuti e Eddie Lang. I loro strumenti, violino e chitarra, sono impareggiabili ed unici per l'epoca. Le black review sono di gran moda e si spostano anche in Europa creando, a Parigi, il mito di Josephine Baker. Cominciano a splendere le stelle di Duke Ellington, (...vedi dettagli)</itunes:subtitle>
				<itunes:summary><![CDATA[La quarta puntata di "Black &amp; Blue (breve storia del jazz)" ci vede ancora a New York negli anni '20. Qui incontriamo personaggi importanti come Sidney Bechet, Bix Beiderbecke, i fratelli Dorsey, gli italianissimi Joe Venuti e Eddie Lang. I loro strumenti, violino e chitarra, sono impareggiabili ed unici per l'epoca. Le black review sono di gran moda e si spostano anche in Europa creando, a Parigi, il mito di Josephine Baker. Cominciano a splendere le stelle di Duke Ellington, Cab Calloway, che si esibiscono al Cotton Club il ritrovo più caro, scic e razzista d'America. E' qui che nasce la "Jungle music" che accompagna scene di neri immersi nella giungla selvaggia o schiavi nelle piantagioni del Sud. Tutti gli avventori sono bianchi, tutti gli artisti sono neri. Nascono in questo periodo canzoni che fanno parte della storia del genere come Stardust o Stormy weather. Poi, alla fine di ottobre del 1929, tutto viene travolto dal crollo della borsa. Incomincia il periodo più terribile per gli statunitensi. I neri sono i primi a subirne le conseguenze, anche musicisti affermati sono costretti a reinventarsi altrove. Qualcuno emigra in Europa, qualcuno si trova un lavoro qualsiasi: Sidney Bechet fa il sarto, Kid Ory alleva polli. Si perde invece l'immenso talendo di Bix Beiderbecke, il quale muore nel 1931.Si chiudono i locali, perfino i circuiti TOBA, dove fino al giorno prima si erano esibite le cantanti di jazz e blues. Vengono trasformati in cinematografi, che accolgono molta gente perché costano pochissimo e possono offrire la più strepitosa novità tecnologica: il sonoro.Cosa sarà del Jazz durante la grande crisi? Lo scopriremo nella prossima puntata di Black &amp; Blue.]]></itunes:summary>
				<description>La quarta puntata di &quot;Black &amp; Blue (breve storia del jazz)&quot; ci vede ancora a New York negli anni '20. Qui incontriamo personaggi importanti come Sidney Bechet, Bix Beiderbecke, i fratelli Dorsey, gli italianissimi Joe Venuti e Eddie Lang. I loro strumenti, violino e chitarra, sono impareggiabili ed unici per l'epoca. Le black review sono di gran moda e si spostano anche in Europa creando, a Parigi, il mito di Josephine Baker. Cominciano a splendere le stelle di Duke Ellington, (...vedi dettagli)</description>
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				<pubDate>Fri, 13 Apr 2018 18:37:00 +0200</pubDate>
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				<title>5. Il Jazz durante la grande depressione</title>
				<itunes:subtitle>La quinta puntata di Black &amp; Blue comincia con la crisi del '29 e le difficoltà per gran parte della popolazione, soprattutto quella nera, di sopravvivere. In questo clima il divertimento (la musica il ballo, ma anche l'acquisto di dischi) diventa l'ultimo dei pensieri. Il mercato discografico crolla, il blues sparisce di scena, assieme alle grandi cantanti che si esibivano nei teatri, ora diventati cinema. Il Jazz bene o male se la cava. Restano alcune grandi orchestre come (... vedi dettagli)</itunes:subtitle>
				<itunes:summary><![CDATA[La quinta puntata di Black &amp; Blue comincia con la crisi del '29 e le difficoltà per gran parte della popolazione, soprattutto quella nera, di sopravvivere. In questo clima è chiaro che il divertimento (la musica il ballo, ma anche l'acquisto di dischi) diventa l'ultimo dei pensieri. Il mercato discografico crolla, il blues sparisce di scena, assieme alle grandi cantanti che si esibivano nei teatri, ora diventati cinema.Il Jazz bene o male se la cava. Restano alcune grandi orchestre nelle sale da ballo per i ricchi newyorkesi. Resta il jazz a Kansas City, ultima roccaforte dei gangster. Restano aperti alcuni storici locali come il Cotton Club e il "Pod's &amp; Jerry's" da dove spicca il volo una ragazzina dalla voce meravigliosa, Billie Holiday. E verso la fine di quel periodo buio salgono alla ribalta alcuni nomi che faranno la storia del genere, come il clarinettista Bennie Goodman, la cui orchestra si avvale degli arrangiamenti di Fletcher Henderson e del genio del batterista Gene Krupa, per inventare un nuovo modo di fare musica, con canzoni gioiose, allegre, ballabili, quello che ci vuole per superare la crisi e mettere alle spalle gli anni terribili passati da tutti. E' lo swing, che apre un'era d'oro per le orchestre jazz, ma questa è un'altra storia e la racconteremo nella prossima puntata.Buon ascolto.]]></itunes:summary>
				<description>La quinta puntata di Black &amp; Blue comincia con la crisi del '29 e le difficoltà per gran parte della popolazione, soprattutto quella nera, di sopravvivere. In questo clima il divertimento (la musica il ballo, ma anche l'acquisto di dischi) diventa l'ultimo dei pensieri. Il mercato discografico crolla, il blues sparisce di scena, assieme alle grandi cantanti che si esibivano nei teatri, ora diventati cinema. Il Jazz bene o male se la cava. Restano alcune grandi orchestre come (... vedi dettagli)</description>
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				<pubDate>Thu, 12 Apr 2018 18:37:00 +0200</pubDate>
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				<title>6. Lo swing e il boogie</title>
				<itunes:subtitle>Continua la cavalcata di Black &amp; Blue attraverso la storia del Jazz. La sesta puntata è così ricca di bella musica che non si sa da dove cominciare. Il periodo è quello seguente alla grande depressione del 1929, quando la gente ritrova la voglia e anche i denari per ricominciare a divertirsi, ad uscire la sera, ad andare a ballare. E, ovviamente, a comprare i dischi. Così succedono due cose importanti. La prima è che gli artisti che erano finiti al margini e della società (... vedi dettagli)</itunes:subtitle>
				<itunes:summary><![CDATA[Continua la cavalcata di Black &amp; Blue attraverso la storia del Jazz. La sesta puntata è così ricca di bella musica che non si sa da dove cominciare. Il periodo è quello seguente alla grande depressione del 1929, quando la gente ritrova la voglia e anche i denari per ricominciare a divertirsi, ad uscire la sera, ad andare a ballare. E, ovviamente, a comprare i dischi. Così succedono due cose importanti. La prima è che gli artisti che erano finiti al margini e della società a fare ogni tipo di lavoro per sopravvivere, possono lucidare di nuovo i loro strumenti e dare sfogo alla loro fantasia e al loro talento. Riemergono dal limbo o tornano dall'Europa geni musicali come Fats Waller e Louis Armstrong. Qualcuno viene rintracciato dai primi storici della musica americana. Capita di trovarli nei garage a pulire le auto o a fare l'autista. E' così che nasce il racconto che potete ascoltare dalla nostra trasmissione, dai fasti di New Orleans con le case di tolleranza di Storyville, all'emigrazione a Chicago e New York, al periodo di Kansas City. Vecchi pianisti tornano in scena come Meade Lux Lewis e il suo boogie. La seconda novità del periodo è il tipo di musica: allegra, spensierata, piena di ritmo. E' in effetti il periodo dello swing e delle orchestre, le big band che determinano in maniera assoluta le mode del momento. Tommy Dorsey , Artie Show, Count Basie, Chick Webb si contendono i favori del pubblico. E poi c'è John Hammond, non un granché come musicista, ma un geniale personaggio, senza il quale il Jazz non sarebbe mai stato come è stato. Sua è la scoperta e il lancio di Count Basie, sua la conversione al jazz di Benny Goodman, sue mille altre invenzioni di concerti particolari, come quello che vede tre pianisti (Lewis, Ammons e Pete Johnson) esibirsi in una gara di elevatissima abilità alla Carnegie Hall di New York proponendo al pubblico il boogie woogie, che diventerà una moda assieme allo swing.Accanto alla voce straordinaria di Billie Holiday, che incide molti dischi bellissimi con il grande sassofonista e inseparabile amico Lester "Prez" Young, comincia la carriera di Ella Fitzgerald, scoperta da Chick Webb, in attesa, qualche anno più tardi di vedere un ragazzino che sarà al centro della scena musicale mondiale nei seguenti 50 anni, Frank Sinatra.Ed infine Benny Goodman, probabilmente il più grande bandleader di sempre. Il 16 gennaio del 1938 alla Carnegie Hall, tempio della musica classica newyorkese, ci sono quasi tremila persone per vedere cos'è questa nuova musica che fa divertire e ballare. Il concerto è qualcosa di incredibile con continue variazioni di assetto dell'orchestra: nascono e si sciolgono come per magia trii, quartetti, quintetti, tutti favolosi. Ci sono gli amici a dare corpo a questa esibizione: Count Basie, Lester Young, Lionel Hampton e poi i suoi musicisti, Jess Stacy al piano, Babe Russin alla tromba, il geniale Gene Krupa alla batteria e molti altri ancora. E' un trionfo! Ne nasce un disco solo molti anni dopo. Oggi quel concerto è raccolto in un doppio CD che ogni amante del Jazz non può non avere nella propria collezione.Ecco, questa è, a grandi linee, la sesta puntata di Black &amp; Blue di mercoledì 11 gennaio alle 20,20. Speriamo siate curiosi. Se lo siete anche solo un po' non crediamo possiate perdervi la trasmissione. Buon ascolto.]]></itunes:summary>
				<description>Continua la cavalcata di Black &amp; Blue attraverso la storia del Jazz. La sesta puntata è così ricca di bella musica che non si sa da dove cominciare. Il periodo è quello seguente alla grande depressione del 1929, quando la gente ritrova la voglia e anche i denari per ricominciare a divertirsi, ad uscire la sera, ad andare a ballare. E, ovviamente, a comprare i dischi. Così succedono due cose importanti. La prima è che gli artisti che erano finiti al margini e della società (... vedi dettagli)</description>
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				<pubDate>Wed, 11 Apr 2018 18:55:00 +0200</pubDate>
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				<title>7. La guerra e il jazz</title>
				<itunes:subtitle>La settima puntata di questa breve storia del Jazz segue le vicende durante la seconda guerra mondiale. Mentre l'orchestra di Benny Goodman cattura l'attenzione del grande pubblico con il magistrale concerto alla Carnegie Hall nel 1938, in Europa la situazione evolve sempre più rapidamente verso una guerra lunga, sanguinosa e assurda. Quando a Pearl Harbor i giapponesi lasciano sul terreno 2500 morti americani, anche gli Stati Uniti muovono le loro truppe. (... vedi dettagli)</itunes:subtitle>
				<itunes:summary><![CDATA[La settima puntata di questa breve storia del Jazz segue le vicende durante la seconda guerra mondiale. Mentre l'orchestra di Benny Goodman cattura l'attenzione del grande pubblico con il magistrale concerto alla Carnegie Hall nel 1938, in Europa la situazione evolve sempre più rapidamente verso una guerra lunga, sanguinosa e assurda. Quando a Pearl Harbor i giapponesi lasciano sul terreno 2500 morti americani, anche gli Stati Uniti muovono le loro truppe. E' in questa occasione che molte star del Jazz con le loro orchestre seguono i soldati per portare loro conforto con le proprie esibizioni. L'orchestra di Glenn Miller è tra le più attive, finché l'aereo del geniale bandleader non precipita nella Manica per cause sconosciute. Seguiamo le vicende del Jazz in due paesi europei. Il Belgio, dominato dalle truppe e dalle leggi naziste, esprime alcuni dei più importanti musicisti del genere.In Italia si impongono cantanti straordinari come Rabagliati, Otto, Trio Lescano e orchestre mitiche come quelle di Angelini e Kramer, che portano nelle case degli italiani lo swing, anche se sdoganato traducendo i nomi di autori e titoli in italiano, facendo così diventare Louis Armstrong uno strano Luigi Fortebraccio.Buon ascolto.]]></itunes:summary>
				<description>La settima puntata di questa breve storia del Jazz segue le vicende durante la seconda guerra mondiale. Mentre l'orchestra di Benny Goodman cattura l'attenzione del grande pubblico con il magistrale concerto alla Carnegie Hall nel 1938, in Europa la situazione evolve sempre più rapidamente verso una guerra lunga, sanguinosa e assurda. Quando a Pearl Harbor i giapponesi lasciano sul terreno 2500 morti americani, anche gli Stati Uniti muovono le loro truppe. (... vedi dettagli)</description>
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				<pubDate>Tue, 10 Apr 2018 19:20:00 +0200</pubDate>
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				<title>8. Il be-bop</title>
				<itunes:subtitle>Nuova puntata, la ottava, della storia del Jazz, raccontata in Black &amp; Blue mercoledì 8 febbraio 2017 alle ore 20,20 sulle frequenze di Radio Cooperativa. Dopo la guerra, mentre in Italia si festeggia la fine di un incubo, tornando a ballare al nuovo ritmo dello swing, cui si adeguano anche molte orchestre e cantanti nostrani, negli States l'evoluzione continua e si affaccia il Be-bop, che punta tutto sulla improvvisazione e soprattutto sulle esibizioni dei solisti. In questo (... vedi dettagli)</itunes:subtitle>
				<itunes:summary><![CDATA[Nuova puntata, la ottava, della storia del Jazz, raccontata in Black &amp; Blue mercoledì 8 febbraio 2017 alle ore 20,20 sulle frequenze di Radio Cooperativa. Dopo la guerra, mentre in Italia si festeggia la fine di un incubo, tornando a ballare al nuovo ritmo dello swing, cui si adeguano anche molte orchestre e cantanti nostrani, negli States l'evoluzione continua e si affaccia il Be-bop, che punta tutto sulla improvvisazione e soprattutto sulle esibizioni dei solisti. In questo modo la musica, nata per ballare e divertirsi, si trasforma in musica da ascoltare e basta. Dizzie Gillespie e Charlie Parker sono i grandi esecutori del Bop, poi arriva anche Miles Davis. La loro tecnica è straordinaria, ma la gente si lamenta di questa nuova moda; se ne lamentano anche i gestori delle sale da ballo e dei cabaret. Alla fine gli stessi bopper si rendono conto che occorre cambiare qualcosa. Ma questa è un'altra storia, che potremo ascoltare nella successiva puntata di Black &amp; Blue.]]></itunes:summary>
				<description>Nuova puntata, la ottava, della storia del Jazz, raccontata in Black &amp; Blue mercoledì 8 febbraio 2017 alle ore 20,20 sulle frequenze di Radio Cooperativa. Dopo la guerra, mentre in Italia si festeggia la fine di un incubo, tornando a ballare al nuovo ritmo dello swing, cui si adeguano anche molte orchestre e cantanti nostrani, negli States l'evoluzione continua e si affaccia il Be-bop, che punta tutto sulla improvvisazione e soprattutto sulle esibizioni dei solisti. In questo (... vedi dettagli)</description>
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				<pubDate>Mon, 09 Apr 2018 19:35:00 +0200</pubDate>
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				<title>9. Il revival: tramonta il bebop, nasce il cool jazz</title>
				<itunes:subtitle>Nuova puntata, la nona, della storia del Jazz, raccontata in Black &amp; Blue mercoledì 22 febbraio 2017 alle ore 20,20 sulle frequenze di Radio Cooperativa. L'esplosione del bebop mette in luce le straordinarie abilità di improvvisazione di alcuni miti del Jazz, come Dizzie Gillespie e Charlie Parker. Ma, nello stesso tempo, quella musica così strana e diversa dalle melodie ballabili di un tempo non piace a molti ascoltatori e, soprattutto, ai gestori delle sale da ballo, (... vedi dettagli)</itunes:subtitle>
				<itunes:summary><![CDATA[Nuova puntata, la nona, della storia del Jazz, raccontata in Black &amp; Blue mercoledì 22 febbraio 2017 alle ore 20,20 sulle frequenze di Radio Cooperativa. L'esplosione del bebop mette in luce le straordinarie abilità di improvvisazione di alcuni miti del Jazz, come Dizzie Gillespie e Charlie Parker. Ma, nello stesso tempo, quella musica così strana e diversa dalle melodie ballabili di un tempo non piace a molti ascoltatori e, soprattutto, ai gestori delle sale da ballo, che diminuiscono di numero e piano piano si svuotano. Gli stessi boppers si rendono conto che qualcosa deve essere cambiato. Emergono così le grandi cantanti, da Ella Fitzgerald a Sarah Vaughan, e cresce una campagna contro i boppers, condotta da riviste, stazioni radio, impresari, che cercano di riportare in scena "vecchi" jazzisti come Kid Ory o Bunk Johnson. Piano piano anche il bebop si trasforma, in un genere più raffinato, intellettuale, sicuramente complicato, il Cool Jazz. E' il pianista italo-americano Lennie Tristano a dare il via alla trasformazione. Il cool jazz (cool, freddo, è solo un nome, ma non significa affatto che la musica sia distaccata o arida) conta tra i suoi seguaci grandi nomi come Lee Konitz, Dave Brubeck e Paul Desmond, ai quali si deve la celeberrima "Take five", Woody Herman e la tromba inimitabile di Miles Davis.Buon ascolto.]]></itunes:summary>
				<description>Nuova puntata, la nona, della storia del Jazz, raccontata in Black &amp; Blue mercoledì 22 febbraio 2017 alle ore 20,20 sulle frequenze di Radio Cooperativa. L'esplosione del bebop mette in luce le straordinarie abilità di improvvisazione di alcuni miti del Jazz, come Dizzie Gillespie e Charlie Parker. Ma, nello stesso tempo, quella musica così strana e diversa dalle melodie ballabili di un tempo non piace a molti ascoltatori e, soprattutto, ai gestori delle sale da ballo, (... vedi dettagli)</description>
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				<author>emmebrus@gmail.com (Mario)</author>
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				<pubDate>Sun, 08 Apr 2018 19:51:00 +0200</pubDate>
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				<title>10. Gli anni '50: dall'hard bop verso il free jazz</title>
				<itunes:subtitle>Decima puntata di Black&amp;Blue, mercoledì 8 marzo alle 20,20. Siamo negli anni '50 e il Jazz esplora forme nuove a partire dall'esplosione del Cool Jazz, cui danno voce, oltre a Miles Davis, geniali interpreti come Gerry Mulligan e Chet Baker. Le &quot;contaminazioni&quot; della musica classica (addirittura del barocco) con John Lewis si affiancano al nuovo hard bebop, più duro di quello di Bird e Gillespie, cui da voce Clifford Brown. E poi ci sono altri nomi che nell'evoluzione del Jazz (...vedi dettagli)</itunes:subtitle>
				<itunes:summary><![CDATA[Decima puntata di Black&amp;Blue, mercoledì 8 marzo alle 20,20. Siamo negli anni '50 e il Jazz esplora forme nuove a partire dall'esplosione del Cool Jazz, cui danno voce, oltre a Miles Davis, geniali interpreti come Gerry Mulligan e Chet Baker. Le "contaminazioni" della musica classica (addirittura del barocco) con John Lewis si affiancano al nuovo hard bebop, più duro di quello di Bird e Gillespie, cui dà voce Clifford Brown. E poi ci sono altri nomi che nell'evoluzione del Jazz non possono che avere un posto di primissimo piano, come Thelonious Monk, Max Roach, John Coltrane e Charles Mingus. Mentre si avvicina il 1960, ecco apparire Ornette Coleman con il suo Free Jazz, ma questa è un'altra storia, che racconteremo nella prossima puntata, la undicesima, di Black&amp;Blue.Buon ascolto.]]></itunes:summary>
				<description>Decima puntata di Black&amp;Blue, mercoledì 8 marzo alle 20,20. Siamo negli anni '50 e il Jazz esplora forme nuove a partire dall'esplosione del Cool Jazz, cui danno voce, oltre a Miles Davis, geniali interpreti come Gerry Mulligan e Chet Baker. Le &quot;contaminazioni&quot; della musica classica (addirittura del barocco) con John Lewis si affiancano al nuovo hard bebop, più duro di quello di Bird e Gillespie, cui da voce Clifford Brown. E poi ci sono altri nomi che nell'evoluzione del Jazz (...vedi dettagli)</description>
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				<author>emmebrus@gmail.com (Mario)</author>
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				<pubDate>Sat, 07 Apr 2018 07:43:00 +0200</pubDate>
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				<title>11 Free jazz, Jazz-Samba, Rock</title>
				<itunes:subtitle>L'undicesima puntata di Black &amp; Blue esplora gli anni '60. Si tratta di un periodo nel quale l'intera società subisce profonde trasformazioni. Negli Stati Uniti, e poi in Europa, i giovani vogliono avere più spazio e più libertà; vogliono smarcarsi dalla monotona vita piena di regole spesso assurde dei loro genitori. Sono spinti da rivendicazioni forti: il rifiuto di guerre che non capiscono, le battaglie per l'integrazione dei popoli senza distinzione di razza. (... vedi dettagli)</itunes:subtitle>
				<itunes:summary><![CDATA[L'undicesima puntata di Black &amp; Blue esplora gli anni '60. Si tratta di un periodo nel quale l'intera società subisce profonde trasformazioni. Negli Stati Uniti, e poi in Europa, i giovani vogliono avere più spazio e più libertà; vogliono smarcarsi dalla monotona vita piena di regole spesso assurde dei loro genitori. Sono spinti da rivendicazioni forti: il rifiuto di guerre che non capiscono, le battaglie per l'integrazione dei popoli senza distinzione di razza. Nelle Università, nelle piazze, si respira la voglia di aggregazione. La musica non può non esserne influenzata. Anche il Jazz cambia ancora una volta, grazie al lavoro di un trombettista nero texano, Ornette Coleman, cjhe apre la strada al Free Jazz, una esaltazione della libertà di suonare, di lasciare agli interpreti la libertà di fare quello che vogliono. I risultati sono contraddittori e agli amanti della musica con tutte le note a posto, la musica che si appoggia su melodie sensate, quel "rumore" proprio non piace. Gli artisti free se ne vanno in Nord Europa a portare, assieme alle loro musiche le storie di segregazione, di un becero razzismo molto lontano dall'essere vinto soprattutto nel Sud degli States.Poi cambia tutto, un'altra volta ... e non sarà l'ultima in questa decade. La maggiore facilità a viaggiare porta i jazzisti in Sud America, in particolare in Brasile, nello stato di Bahia, quello in cui tutto ha avuto inizio, quando a Salvador attraccavano le navi, cariche di schiavi che portavano dall'Africa le proprie tradizioni, la propria cultura e la propria musica, proprio come nei porti degli stati statunitensi, dove era nato il jazz.La musica popolare brasiliana si è evoluta in modo differente: i suoni africano hanno dato origine al Samba, che, nel 1960 si suona e si balla ovunque in Brasile. E' in questo periodo che un gruppo di poeti e artisti di Salvador de Bahia trasformano la musica popolare in qualcosa di più raffinato, di più impegnato, di politicamente attivo. Grazie a personaggi come Carlos Antonio Jobim, Vinicio de Moraes, Joao Gilberto, ecco la Bossa Nova. E in brasile arrivano anche i jazzisti nord americani. Uno di questi è il chitarrista Charlie Byrd, niente di eccezionale, ma ha un'intuizione straordinaria. Quando torna dal brasile si porta dietro una valigia di dischi, perché è rimasto affascinato dal modo che hanno i brasiliani di suonare la chitarra. Ne parla con l'amico Stan Getz, ottimo sassofonista. I due decidono di trascrivere qualche brano e realizzano "Jazz Samba" un album che ha un grande successo, grazie a canzoni immortali come ad esempio "Desafinado" di Jobim. Nasce così un nuovo genere Jazz, che tuttavia avrà una breve durata, finendo alla fine come musica di sottofondo nei night club o come musica rilassante nei locali alla moda.Nel frattempo, in Europa, si assite ad una evoluzione incredibile che trasforma il blues portato nel vecchio continente dai grandi artisti neri del Mississippi e di Chicago, in qualcosa di diverso. Passando attraverso interpreti come Mayall e Clapton, si affacciano sulla scena nuovi gruppi come i Led Zeppelin, i Rolling Stones, gli Who. La loro è una musica adatta ai tempi: messaggi duri, senza fronzoli indirizzati ad una gioventù che, come detto, sta prendendo le distanze dal passato e vuole vivere in piena libertà la propria vita, spesso con esagerazioni letali, ma ma in modo incosciente.Il Rock delle band trova riscontri ovunque nel mondo: nascono i Doors di Jim Morrison, i Pink Floyd e tanti altri. I ragazzi e le ragazze si riuniscono in kermesse mai viste prima, a Monterey, a Woodstock, dove sono in centinaia di migliaia ad ascoltare i nuovi profeti, sicuramente spinti (anche) da una buona dose di soldi dalle case discografiche. Ma le masse seguono come profeti i vari Jimi Hendrix, Janis Joplin, Jefferson Airplane, Grateful Dead. E poi ci sono i messaggi di grandi personaggi, scomodi per l'establishment, a riempire le coscienze: Woodie Guthrie, Joan Baez e, soprattutto, Bob Dylan.E' in questo modo che si chiude la puntata n. 11 di Black &amp; Blue, con uno sguardo su una musica che non è Jazz, ma senza la quale non si può capire il motivo per cui quel genere che è stato, assieme al blues e al country, il centro del mondo musicale nella prima metà del secolo scorso, cominci ad avere il fiato corto, a perdere il suo ruolo di fenomeno di massa, a dover fare i conti con le nuove tendenze, ad unirsi ad esse, sfociando nel Jazz-rock dei vari Pat Metheny, Weather Report e Wynton Marsalis ... ma questa è un'altra storia e la racconteremo nella prossima puntata.Buon ascolto.]]></itunes:summary>
				<description>L'undicesima puntata di Black &amp; Blue esplora gli anni '60. Si tratta di un periodo nel quale l'intera società subisce profonde trasformazioni. Negli Stati Uniti, e poi in Europa, i giovani vogliono avere più spazio e più libertà; vogliono smarcarsi dalla monotona vita piena di regole spesso assurde dei loro genitori. Sono spinti da rivendicazioni forti: il rifiuto di guerre che non capiscono, le battaglie per l'integrazione dei popoli senza distinzione di razza. (... vedi dettagli)</description>
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				<author>emmebrus@gmail.com (Mario)</author>
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				<pubDate>Fri, 06 Apr 2018 07:43:00 +0200</pubDate>
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				<title>12 Fusion e Smooth Jazz</title>
				<itunes:subtitle>La dodicesima puntata di Black and Blue (breve storia del jazz) racconta quello che accade al jazz, quando, negli anni '60, il sopravvento musicale è preso dal rock che comunica messaggi chiari e forti in un periodo socialmente molto difficile. Gli ascoltatori non hanno più voglia di seguire le evoluzioni sempre più astruse dei jazzisti e non comprano più i loro dischi. La scelta delle case discografiche in questa situazione non fa che peggiorare la situazione. Così non resta (... vedi dettagli)</itunes:subtitle>
				<itunes:summary><![CDATA[La dodicesima puntata di Black and Blue (breve storia del jazz) racconta quello che accade al jazz, quando, negli anni '60, il sopravvento musicale è preso dal rock che comunica messaggi chiari e forti in un periodo socialmente molto difficile. Gli ascoltatori non hanno più voglia di seguire le evoluzioni sempre più astruse dei jazzisti e non comprano più i loro dischi. La scelta delle case discografiche in questa situazione non fa che peggiorare la situazione. Così non resta che adeguarsi, affiancando al rock il jazz. Nasce così un nuovo genere, il rock-jazz, che fonde le caratteristiche dei due generi. Per questo si parla anche di fusion. La pietra miliare di questa corrente è un disco doppio di Miles Davis, Bitches Brew, del 1970, che sarà imitato da tutti gli artisti seguenti. Tra i tanti possiamo ricordare Frank Zappa e il fondatore dei Weather Report, Wayne Shorter.In mezzo a tutta questa ricerca di sonorità alternative, emerge la tromba magica di Winton Marsalis, che spara a zero sul jazz d'avanguardia, compresi alcuni mostri sacri come Miles Davis e Chet Baker, cosa che non lo rende certo popolare e simpatico presso i colleghi e i critici. Marsalis recupera melodie che sembravano perdute e che fanno l'occhiolino a stili ormai sepolti come il dixieland della vecchia New Orleans.La fusione di più stili si moltiplica e nasce il soul-jazz, l'house-jazz, il pop-jazz e così via. Tra i sottogeneri più diffusi anche lo smooth jazz, un modo piuttosto mieloso e romantico di suonare arie rassicuranti e distensive, che trova grandi interpreti in Gato Barbieri, Boney James e, soprattutto, Kenny G. Tra i grandi successi di questo filone ci sono anche le canzoni pop più in voga, rilette e trasformate in chiave smooth. Quelle più gettonate sono i brani dei Beatles, di cui ascoltiamo un esempio con una versione al sassofono di Yesterday.Buon ascolto.]]></itunes:summary>
				<description>La dodicesima puntata di Black and Blue (breve storia del jazz) racconta quello che accade al jazz, quando, negli anni '60, il sopravvento musicale è preso dal rock che comunica messaggi chiari e forti in un periodo socialmente molto difficile. Gli ascoltatori non hanno più voglia di seguire le evoluzioni sempre più astruse dei jazzisti e non comprano più i loro dischi. La scelta delle case discografiche in questa situazione non fa che peggiorare la situazione. Così non resta (... vedi dettagli)</description>
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				<author>emmebrus@gmail.com (Mario)</author>
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				<pubDate>Thu, 05 Apr 2018 07:43:00 +0200</pubDate>
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				<title>13 Le voci del Jazz</title>
				<itunes:subtitle>Abbiamo terminato la nostra corsa attraverso gli anni che dalla fine dell’800 ci hanno portato ai giorni nostri, inseguendo gli stili, i protagonisti, le mode di quell’universo musicale così affascinante che è il Jazz. Si è trattato di una storia, che potremmo definire per sommi capi e che, ne siamo consapevoli, ha lasciato indietro momenti importanti di questo genere musicale. Per questo vogliamo proporvi ancora qualche riflessione che porti quegli argomenti in primo piano, (... vedi dettagli)</itunes:subtitle>
				<itunes:summary><![CDATA[Abbiamo terminato la nostra corsa attraverso gli anni che dalla fine dell’800 ci hanno portato ai giorni nostri, inseguendo gli stili, i protagonisti, le mode di quell’universo musicale così affascinante che è il Jazz. Si è trattato di una storia, che potremmo definire per sommi capi e che, ne siamo consapevoli, ha lasciato indietro momenti importanti di questo genere musicale.Per questo vogliamo proporvi ancora qualche riflessione che porti quegli argomenti in primo piano, per farci perdonare delle dimenticanze.Questa puntata è dedicata alle voci del jazz. Le abbiamo prese qua e là, alla rinfusa. Unico tratto comune è che sono splendide. Non stupitevi se mancano alcuni dei grandi interpreti del genere: sono quelli che abbiamo ascoltatro nel corso di questa trasmissione. Con questa puntata vogliamo far capire che anche cantanti ufficialmente appartenenti a generi differenti, non hanno saputo rimanere lontani dalle melodie dei Jazz. Poi ci sono i, per così dire, professionisti, alcuni conosciutissimi, altri meno, ma tutti meravigliosi. Una puntata sognante, con canzoni da gustare nota per nota. Buon ascolto.]]></itunes:summary>
				<description>Abbiamo terminato la nostra corsa attraverso gli anni che dalla fine dell’800 ci hanno portato ai giorni nostri, inseguendo gli stili, i protagonisti, le mode di quell’universo musicale così affascinante che è il Jazz. Si è trattato di una storia, che potremmo definire per sommi capi e che, ne siamo consapevoli, ha lasciato indietro momenti importanti di questo genere musicale. Per questo vogliamo proporvi ancora qualche riflessione che porti quegli argomenti in primo piano, (... vedi dettagli)</description>
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				<pubDate>Wed, 04 Apr 2018 07:43:00 +0200</pubDate>
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				<title>14 I cantanti italiani e il Jazz</title>
				<itunes:subtitle>La quattordicesima puntata di Black &amp; Blue offre una panoramica sui cantanti italiani che si sono cimentati con il Jazz. La puntata si divide in due parti. Nella prima potete ascoltare artisti affermati in altri settori, che, tuttavia, durante la loro carriera, hanno dedicato uno spazio più o meno grande al genere. C'è anche da dire che moltissimi dei cantanti che ascoltiamo cantare canzonette si sono formati in band jazzistiche agli inizi dei loro percorsi. In scaletta (... vedi dettagli)</itunes:subtitle>
				<itunes:summary><![CDATA[La quattordicesima puntata di Black &amp; Blue offre una panoramica sui cantanti italiani che si sono cimentati con il Jazz. La puntata si divide in due parti. Nella prima potete ascoltare artisti affermati in altri settori, che, tuttavia, durante la loro carriera, hanno dedicato uno spazio più o meno grande al genere. C'è anche da dire che moltissimi dei cantanti che ascoltiamo cantare canzonette si sono formati in band jazzistiche agli inizi dei loro percorsi. In scaletta pezzi da novanta come Nicola Arigliano, Fred Bongusto, Antonella Ruggiero, Gino Paoli, Luigi Tenco (già anche lui ha fatto jazz!), Paolo Conte, Mina, Mia Martini e la divina Jula De Palma, che ci ha fatto davvero un grande torto a ritirarsi così presto, e altri ancora. La seconda parte del programma propone invece cinque voci femminili che sono, per così dire, "professioniste" del jazz. Sono tutte meravigliose: Lorena Fontana, Greta Panettieri, Simona Molinari, "Nicki" Nicolai e Chiara Civello sono chiamate a rappresentare il movimento del jazz femminile italiano che è ricco e formidabile. Il programma terminerà con la prossima puntata, una specie di riassunto con 25 brani tra i moltissimi trasmessi nel corso dei precedenti appuntamenti. A chi ci ha seguito un abbraccio di ringraziamento e a risentirci. Silvia e Mario.Buon ascolto.]]></itunes:summary>
				<description>La quattordicesima puntata di Black &amp; Blue offre una panoramica sui cantanti italiani che si sono cimentati con il Jazz. La puntata si divide in due parti. Nella prima potete ascoltare artisti affermati in altri settori, che, tuttavia, durante la loro carriera, hanno dedicato uno spazio più o meno grande al genere. C'è anche da dire che moltissimi dei cantanti che ascoltiamo cantare canzonette si sono formati in band jazzistiche agli inizi dei loro percorsi. In scaletta (... vedi dettagli)</description>
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				<author>emmebrus@gmail.com (Mario)</author>
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				<pubDate>Tue, 03 Apr 2018 07:43:00 +0200</pubDate>
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				<title>15 Black and blue riassunto</title>
				<itunes:subtitle>Eccoci alla fine di questa trasmissione. Si tratta di un riassunto con alcuni dei momenti che abbiamo vissuto assieme nelle precedenti 14 puntate di Black &amp; Blue. Speriamo che vi siate divertiti e, perché no, che abbiate imparato qualcosa dinuovo. Noi lo abbiamo fatto. Per ora non ci resta che ringraziare tutti dell'attenzione e della bella accoglienza che ci è stata riservata. Da Silvia e Mario un abbraccio e, come sempre, buon jazz a tutti!</itunes:subtitle>
				<itunes:summary><![CDATA[Eccoci alla fine di questa trasmissione. Si tratta di un riassunto con alcuni dei momenti che abbiamo vissuto assieme nelle precedenti 14 puntate di Black &amp; Blue. Speriamo che vi siate divertiti e, perché no, che abbiate imparato qualcosa dinuovo. Noi lo abbiamo fatto. Per ora non ci resta che ringraziare tutti dell'attenzione e della bella accoglienza che ci è stata riservata.Da Silvia e Mario un abbraccio e, come sempre, buon jazz a tutti!]]></itunes:summary>
				<description>Eccoci alla fine di questa trasmissione. Si tratta di un riassunto con alcuni dei momenti che abbiamo vissuto assieme nelle precedenti 14 puntate di Black &amp; Blue. Speriamo che vi siate divertiti e, perché no, che abbiate imparato qualcosa dinuovo. Noi lo abbiamo fatto. Per ora non ci resta che ringraziare tutti dell'attenzione e della bella accoglienza che ci è stata riservata. Da Silvia e Mario un abbraccio e, come sempre, buon jazz a tutti!</description>
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				<pubDate>Mon, 02 Apr 2018 08:36:00 +0200</pubDate>
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