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Attento rifiuto: il Ministero ti vede!

9 ottobre 2010Il primo ottobre il Ministero per l'Ambiente (quello della Prestigiacomo per capirci) ha reso operativo il SISTRI.
Che bestia è?
Tranquilli non si tratta di un ramo dei servizi segreti.
L'acronimo sta per SIStema di controllo della Tracciabilità dei RIfiuti, il che significa per noi che viviamo al bar dello sport che deve diventare possibile seguire l'itinerario dei rifiuti dal luogo di produzione a quello di smaltimento, specialmente di quei rifiuti pericolosi che tanto pesano sui bilanci delle aziende e tanto rendono alla malavita organizzata. L'innovazione è stata pensata per tutti i rifiuti pericolosi e per i rifiuti urbani (in genere) della Campania, ritenuta pertanto il Far West di queste attività. Dal sito predisposto ad hoc da parte del Ministero si legge: "Il Sistema semplifica le procedure e gli adempimenti riducendo i costi sostenuti dalle imprese e gestisce in modo innovativo ed efficiente un processo complesso e variegato con garanzie di maggiore trasparenza, conoscenza e prevenzione dell'illegalità. La lotta alla illegalità nel settore dei rifiuti speciali costituisce una priorità del Governo per contrastare il proliferare di azioni e comportamenti non conformi alle regole esistenti e, in particolare, per mettere ordine a un sistema di rilevazione dei dati che sappia facilitare, tra l’altro, i compiti affidati alle autorità di controllo. È questo il motivo per cui è stato realizzato il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti SISTRI, la cui gestione è stata affidata al Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente."
9 ottobre 2010E' una cosa molto interessante e sarebbe il caso di saperne di più, ad esempio quale sia il costo dell'intera operazione finanziata, ovviamente, con i denari dei contribuenti. Così i vari partiti hanno posto più di venti interrogazioni al Senato e alla Camera senza avere un minimo di soddisfazione e di chiarezza. E poi c'è il decreto del governo che pone il segreto di stato sul SISTRI, chiudendo ogni possibile approfondimento al di là di quello che si sa dalle dichiarazioni pubbliche dei protagonisti.
Va detto però che il progetto nasce nel 2007 con il governo Prodi e che già allora era stato imposto il segreto di stato, poi confermato dal Berlusconi IV.
Chi usufruirà di questo innovativo sistema? Alcuni soggetti saranno obbligati ad iscriversi al SISTRI: si tratta ad esempio delle aziende che producono  e smaltiscono direttamente rifiuti pericolosi; le imprese con più di 10 dipendenti che producono i rifiuti definiti speciali dal decreto legislativo n.152/2006 (art. 184 punto 3); i Comuni, gli Enti e le imprese che gestiscono i rifiuti urbani nel territorio della Regione Campania; i consorzi istituiti per il recupero e il riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti che organizzano la gestione di tali rifiuti per conto dei consorziati; le imprese che raccolgono e trasportano rifiuti speciali, e così via.
Ci sono poi quelli che potranno iscriversi, se lo vorranno al SISTRI, come ad esempio gli imprenditori agricoli di cui all’art. 2135 del codice civile che producono rifiuti non pericolosi oppure le imprese che raccolgono e trasportano i propri rifiuti non pericolosi.
9 ottobre 2010Dunque l'azienda si iscrive (utilizzando la rete), riceve una chiavetta USB con istruzioni, password e quant'altro per accedere al sistema e una black box che servirà per seguire attraverso satellite (tipo GPS) i mezzi di trasporto dei rifiuti (insomma una scatola nera tecnologicamente avanzata) che non finiscano su qualche nave da affondare al largo delle coste calabresi.
Si fa molta fatica a trovare indicazioni sulla reale organizzazione e sui costi in rete, ma a giudicare dagli articoli scritti da diverse associazioni di categoria negli ultimi mesi, la confusione regna sovrana e i costi dovrebbero addirittura aumentare rispetto a quelli attuali (per chi si comporta legalmente). La giornalista Stefania Divertito fornisce in questi giorni delle cifre. Per quello che si sa - sostiene - si prevede che oltre 600 mila aziende e 550 comuni aderiranno a questo progetto, che vigilerà sugli spostamenti di circa 150 milioni di tonnellate di rifiuti. Il tutto è realizzato grazie alla rete (internet), che pertanto dev'essere efficiente in tutto il paese, cosa che, come sappiamo, non è. L'Osservatorio per la diffusione delle reti telematiche è molto critico al riguardo e del resto le stesse cifre lo testimoniano. Di 800 milioni che erano previsti per l'innovazione della banda larga ne sono alla fine stati stanziati solo 100. Questo aspetto rappresenterà sicuramente un problema per il buon funzionamento del SISTRI.
Ma c'è di più. La gestione del progetto è stata affidata al comando per la tutela dell’ambiente dei Carabinieri che, nonostante i tagli alle proprie risorse, potrà lo stesso garantire un ottimo livello di sicurezza, dalle proprie postazioni in ufficio.
9 ottobre 2010Ma i dubbi sorgono quando si parla dell'amministrazione del SISTRI, affidato dal ministro Prestigiacomo ad una costola di Finmeccanica, la Selex. Non occorre sottolineare che in questo progetto girano tanti soldi. Se si considera che il contributo minimo è di 60 euro e si moltiplica per le 600 mila aziende aderenti si comincia ad avere un'idea delle cifre che girano (decine di milioni di euro).  Ma ci sono aziende che hanno versato un contributo enormemente più elevato (fino a 10 mila euro) e quindi il totale cresce sensibilmente.
Ci sono poi alcune notizie curiose: l'amministratore delegato di Selex è quel Sabatino Stornelli, coinvolto nell'inchiesta su "appaltopoli" per la ricostruzione a L'Aquila. Per non farsi mancare nulla costui ha sub-appaltato una parte della commessa ad Abruzzo Engineering (controllata da Selex col 30% delle quote azionarie). Ma anche questa è coinvolta nell’inchiesta della procura dell’Aquila con l’accusa di essere stata utilizzata da altri imprenditori per infiltrarsi nei lavori post terremoto.
Il governo, intanto, ha già elargito circa 5 milioni di euro per la registrazione del brevetto e molte ditte che ambivano alla partecipazione del progetto hanno presentato ricorso al Tar del Lazio per “l’atipica” modalità di assegnazione dei lavori. L’udienza è fissata il prossimo 8 novembre.
Per ulteriori approfondimenti vedere il sito della Decrescita Felice (MDF).
Un altro esempio di trasparenza nel nostro paese di vetro.

Due notizie padovane di questa settimana. La prima è una dichiarazione di Cesare Pillon, a.d. di Acegas APS sull'inceneritore, felicemente spalleggiato dall'assessore all'ambiente Alessandro Zan (vedi). Ci sono alcune osservazioni davvero succulente, come quella della guerra aperta tra discariche e inceneritori che "si rubano" i rifiuti e fanno a gara a chi inquina di più.

La seconda è che giovedì ho visitato la discarica di Este (SESA) trovando un notevole centro di riciclo dei rifiuti raccolti in modo differenziato nella bassa padovana. Secondo le cifre offerte dai gestori solo il 30% dei rifiuti in ingresso viene interrato, il resto viene recuperato come materia prima seconda o come compost o trasformato in biogas che alimenta dei cogeneratori che producono energia elettrica e calore (teleriscaldamento). Anche la visita a S. Urbano non aveva lasciato l'impressione di un inferno di percolato e fumi tossici, anzi.

E' dunque evidente che qualcuno bara e racconta bugie. Chi sarà?
 

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