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Comitato Padova Est: inceneritore e "istituzionali"

ComitatoOggi fa veramente un caldo pazzesco. Non ha niente a che fare con il riscaldamento globale. E' semplicemente luglio.
L'altra sera (mercoledì 7 luglio) ho partecipato alla conferenza organizzata dal Comitato Difesa e Salute Padova Est (sito: c'è un bel filmato in ingresso) assieme agli amici del WWF-Padova; ho ascoltato per l'ennesima volta Gianni Tamino raccontare la teoria della combustione e Gianluigi Salvador scatenarsi in un (ottimo) intervento contro gli «istituzionali» e il «popolo bue» disinformato (questa espressione non è sua perché è troppo educato). Ogni volta che esco da questo tipo di manifestazioni mi sorprendo ad aver appreso qualcosa che non sapevo (giusto dire «se no, che ci vai a fare?») e, sarà un caso?, si tratta sempre di qualcosa che rende più cupa e triste qualche mia conoscenza ... mannaggia!

Il nome del comitato è indicativo e non deve sorprendere. Non è che perché si parla di "Padova Est" a loro non freghi niente di quello che accade nel resto della città. Ma è proprio nella zona del sol levante patavino che sono concentrati l'inceneritore, i grossi svincoli autostradali, la zona industriale e tutte le altre sfighe della città del santo. Evidentemente a questi giovani e bravi combattenti per l'ambiente e la salute serviva un punto di partenza; chi meglio dell'inceneritore (il nostro meraviglioso inceneritore che ha raddoppiato la sua linea del fuoco ad inizio anno) con tutto quello che significa non solo per le polveri e gli inquinanti che emette, ma per lo stesso stile di vita della cittadinanza e, in ultima analisi, per i processi produttivi della società in cui ci è capitato (ahinoi) di vivere?mafia e dintorni
Ho avuto modo di apprezzare moltissimo il taglio dato alla presentazione degli ospiti e l'analisi finalmente politicamente completa del comitato, senza fermarsi a gridare "aiuto aiuto al cancro" che autostrada, fonderie, camionabili e quant'altro contribuiscono a produrre proprio come l'inceneritore. Insomma i soliti discorsi fatti e rifatti.
E' chiaro che finché gli interessi economici dei piromani dei rifiuti prevarranno su quelli della salute e dell'ambiente quella sarà la strada battuta. Ciò che fa sorridere in tutto questo (oh, intendiamoci, si tratta di un sorriso molto amaro) è di "incontrare" poi il nostro sindaco armato di scopa sui manifesti ad invitare le persone a raccogliere i rifiuti differenziandoli.
Perché? Per farci cosa? Per riciclare cosa?
Un'ottima mossa, pubblicità pura, sostenuta da un assessore all'ambiente che fino a questo momento ha prodotto esattamente zero dal punto di vista della riduzione dei rifiuti, se è vero che la terza linea dell'inceneritore ingurgita 300 tonnellate di rifiuti al giorno "in più", favorendo quel "consumismo" tipico di una società che ad un esponente di "Sinistra Ecologia e Libertà" non dovrebbe piacere poi tanto. Una delusione totale il voltaggabana di questo assessore che fino a due mesi prima della nomina faceva il barricadero assieme ai movimenti, ai comitati, agli ambientalisti del WWF, di Legambiente, di Greenpeace e che ora sembra (sottolineo "sembra") il buon vecchio Ferrini di Quelli della notte con il suo adagio "non capisco ma mi adeguo". Non che ce l'abbia particolarmente con Alessandro; sento e leggo in giro per il regno Berlusconeide, di verdi che incitano a bruciare di tutto e di più e mi scontro con senatori del PD che addirittura rivendicano con orgoglio di essere stati "loro" i primi a pensare agli inceneritori ... e non vi vergognate neanche un po'?
L'altra sera c'erano circa 100 persone a sentire i due relatori.  Erano tutte molto incazzate. Non vorrei tuttavia che gli amici che hanno così bene organizzato l'incontro si montassero la testa. Sono facce che chi, come me, frequenta da tempo l'ambiente ha sempre visto. Sono sempre le stesse persone; quelle che c'erano 20 anni fa con il primo comitato, quelle che c'erano con il secondo e con il terzo. Quelli che si sono battuti contro la seconda linea e quelli che si sono battuti contro la terza, perdendo in entrambi i casi la battaglia. Sono i cittadini che vivono proprio sotto la torre dell'inceneritore, quelli che ne sentono il rantolo di notte, che ne vedono i fumi la mattina mentre fanno colazione e la sera prima di coricarsi. Quelli che ne spiano gli ingressi, che vedono arrivare furgoni pieni di carta (ma la carta non si ricicla?), che intravvedono strani sacchi con scritte ospedaliere. E chi ha la fortuna di conoscere qualcuno che lavora là dentro, racconta che nei forni finisce proprio di tutto, dagli animali usati per la sperimentazione di farmaci (vivi o morti poco importa) alle droghe sequestrate dalle forze dell'ordine ...leggende metropolitane? Non so, però queste sono le storie che si raccontano.
dispensatori d'amoreInsomma gli spettatori di quella "calda" conferenza sono quelli che sono davvero interessati alla questione e quindi non contano moltissimo. Pochi mesi fa la stessa conferenza in pieno centro (S. Gaetano) con gli stessi relatori ha visto la partecipazione di 5 persone ... cinque!
E allora, prima di arrivare alla conclusione, vi racconto un'altra storia.
Ieri mattina ho passato più di un'ora in un negozio per comprare un paio di occhiali. Scelta difficile? Per niente. Ma mi sono trovato davanti un giovanotto (poco più di 20 anni) che cercava notizie in rete col suo portatile nuovo di zecca. "Mi informo" - mi ha detto - "perché essere informati oggi è fondamentale". Ma che bravo! Purtroppo tutte le sue informazioni erano le frasi fatte e le idiozie senza alcun fondamento messe in giro dai disinformatori di professione. Per capirci del tipo. "Sono favorevole al nucleare perché ci sono le centrali al nostro confine!". Ho cercato di convincerlo che l'informazione vera passa per la nostra testa, che non ci si può fermare alle frasi fatte, agli slogan, che è sempre possibile controllare se quello che ci viene detto segue una logica razionale o è come la casetta del Mulino Bianco, oasi perfetta in una valle perfetta in un paese perfetto. Ha voluto sapere tutto: sul nucleare, sull'inceneritore, sulle polveri sottili, sulle "domeniche intelligenti" (ma dai, che razza di nome?!?), sul ruolo delle banche nel nostro paese. Gli ho segnalato dei siti dove spulciare, raccontando quello che so (poco o tanto che sia). Credo davvero che si sia incuriosito e confido che la prossima volta farà delle osservazioni più pertinenti.
Ecco questo è quello che io credo vada fatto da parte dei comitati come quello Difesa e Salute Padova Est. L'altra sera qualcuno ha (anche in modo forse un tantino arrogante) sostenuto che era là per trovare delle indicazioni concrete. Cosa fare? Scendere in piazza? Fare denunce? Chiedere al vescovo? Legarsi all'inceneritore per impedire la costruzione della quarta linea, di cui oggi tutti parlano, ma che è un progetto previsto da Acegas APS (e presente nel suo sito) fin dal 2006? Ancora più bocche di fuoco, ancora più rifiuti, ancora più spese per i cittadini padovani (la terza linea è costata 100 milioni e ha prodotto un aumento della tariffa dei rifiuti). Arriveranno i rifiuti da Treviso, Belluno e Rovigo e le s.p.a. dei piromani ingrasseranno con buona pace di tutti i movimenti e i comitati.
Per questo non sono d'accordo con chi sosteneva che le serate come quella di mercoledì sono inutili. Servono, eccome, a patto che si coinvolgano i cittadini ignari, quelli come il ragazzo del negozio di ottica di ieri mattina. Quelli che non sanno nemmeno che esiste un inceneritore a Padova, che non sanno come funziona, quante "scoasse" si mangia ogni giorno, quanto paga il comune a da www.spinoza.ittonnellata (131€), a chi vanno i dividendi della Acegas APS spa, quanto false siano le dichiarazioni degli "istituzionali" sulla raccolta differenziata, quanto falso sia far credere che la raccolta differenziata sia una soluzione e non un semplice strumento per ... insomma come funziona questo modello di sviluppo basato sulla trasformazione rapidissima delle merci in rifiuti per vendere altre risorse, altra energia, altre merci, altri impianti di bonifica e lasciarsi andare ad un colossale "marameo!".
Ma l'informazione non è sufficiente. Perché per incidere in questo puttanaio servono delle azioni istituzionali (con buona pace di Gianluigi Salvador), che riescano a portare il dibattito a livelli più alti, a far intervenire i giornali per produrre una maggiore informazione, che porti nuove persone ad aderire ai comitati. Insomma per trasformare un'azione che sa di scampagnata in una rivendicazione cattiva di piazza, cosa che ha senso se non siamo solo io, mio cugino e sua zia.
L'altra sera alla conferenza erano presenti solo due "istituzionali": un consigliere provinciale dell'Italia dei Valori e un consigliere comunale di PRC. Forse si dovrebbe partire da qui.

 
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