Nel nostro paese esiste un ministro che dirige un dicastero (si dice così nelle segrete stanze) chiamato "per l'Attuazione del Programma". Si sottintende che serva a pianificare, gestire e verificare la rispondenza delle azioni politiche del governo a quel programma che una maggioranza (relativa) di elettori aveva accolto favorevolmente.
Poi è successo tutto quello che sappiamo.
Gianfranco Fini, stanco di fare il maggiordomo a Palazzo Grazioli, ha sbottato ricordando a Silviolo chi egli sia in realtà e dicendo sul cavaliere di Arcore cose molto sgradevoli e insospettate in un così fedele alleato dei bei tempi passati. Per evitare una frettolosa fine della legislatura (o forse per  accelerarla come sostengono molti osservatori), ha varato un progetto di governo in cinque punti, la maggior parte dei quali non riguardano i cittadini, ma la salvaguardia della santa persona del Napoleone di Arcore.
Il vertice non si è tenuto a palazzo Chigi (sede del Governo della Repubblica) ma a palazzo Grazioli, sede del signor Silvio con tanto di lettone di Putin, come ci ha ricordato a suo tempo la D'Addario nelle sue riminescenze di festini erotico-sessuali.
Bene, al vertice c'erano i luogotenenti più fidati del piccolo premier, ma un piano del governo dovrebbe essere fatto in presenza del consiglio dei ministri, soprattutto di quelli che poi saranno chiamati a certificare "l'Attuazione del Programma".
rotondiIl ministro in questione è Gianfranco Rotondi (DCA) che non è stato neppure invitato. Lui ci è rimasto molto male e probabilmente ha pensato che l''esclusione avesse a che fare con il suo nome, lo stesso dell'altro Gianfranco, quello che a tempo perso fa il presidente della Camera. Eppure aveva dato sempre segno di sostegno al Cavaliere arrivando a clonare uno slogan delle Brigate Rosse "Colpire un pm per educarne altri cento", frase che certo a Silviolo deve aver fatto piacere, visti i rapporti (come dire?) "non tenerissimi" tra il premier e la magistratura, che si ostina a voler sapere se quest'uomo è un santo o un demonio ... ma che rompicoglioni!
Rotondi in questi ultimi giorni si è espresso in modo davvero rammaricato pur confidando alla stampa che il sostegno a Berlusconi (soprattutto perché suo testimone di nozze!) è fuori discussione, anche se il partito ...
Il povero Gianfranco ha una pagina pubblica in FB, che sono andato a visitare. I post sono tutti molto polemici e c'è una sola persona che ha dichiarato "Mi piace". Chissà chi è stato? Forse la sua zia preferita?
Queste faccende, FB assieme al non invito a palazzo Grazioli, sono molto tristi e mi rendono il parlamentare democristiano un po' più simpatico ... quasi quasi vado a cliccare su "Mi piace" per solidarietà.
In compenso al vertice era presente una figura che negli ultimi anni ha assunto un ruolo decisivo, come il medico per l'ammalato immaginario di Moliere, l'avvocato padovano Niccolò Ghedini, che ha dedicato la sua intera esistenza a cercare di tirare fuori dai guai il suo capo Silviolo d'Arcore. É curioso anche questo. Se si tratta di prendere decisioni sulla politica del paese, a cosa diavolo serve l''avvocato del capo? Leggendo i "cinque punti" ormai diventati famosi (o famigerati) si capisce chiaramente il "why e il because" (grazie ad Antonio Albanese e a "Frengo e stop", un mito!).