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ATTO 1

ATTO 2

ATTO 3

Spiegazioni

I due Foscari è un'opera tragica in tre atti di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave, tratto dalla tragedia in versi di Lord Byron del 1821. La prima è eseguita al Teatro Argentina di Roma il 3 novembre 1844.
Questa incisione del 1976 ha come interpreti: Pietro Cappuccilli, Katia Ricciarelli, José Carreras, Samuel Ramey.
Il maestro Lamberto Gardelli dirige l’Orchestra Sinfonica e il Coro di Vienna della Radio televisione austriaca.

Personaggi

Francesco Foscari, doge di Venezia, ottuagenario (baritono)
Jacopo Foscari, suo figlio (tenore)
Lucrezia Contarini, sua moglie (soprano)
Jacopo Loredano, membro del Consiglio dei Dieci (basso)
Barbarigo, senatore, membro della Giunta (tenore)
Pisana, amica e confidente di Lucrezia (soprano)
Fante del Consiglio dei Dieci (tenore)
Servo del doge (basso)
Membri del Consiglio dei Dieci e della Giunta, ancelle di Lucrezia, dame veneziane, popolo e maschere

Trama

Venezia 1457. Jacopo Foscari, figlio del doge Francesco, è accusato dell’omicidio di due congiunti di Jacopo Loredano.
L’accusa è ingiusta, ma la condanna è l’esilio. Il vero colpevole confessa, ma Jacopo, stremato, muore. Muore anche il padre Francesco costretto ad abdicare, su richiesta del Consiglio.

Atto primo

Nella Sala nel Palazzo Ducale di Venezia il Consiglio dei Dieci e i membri della Giunta stanno per riunirsi per una decisione importante. Giungono Loredano, membro del Consiglio, e il suo amico Barbarigo. Jacopo Foscari, figlio del Doge, attende di essere convocato dal Consiglio, che deve decidere la sua sorte. Sua moglie, Lucrezia Contarini, chiede clemenza al Doge, ma questi le risponde di sperare e chiedere giustizia solo al cielo. All'annuncio che Jacopo è stato condannato nuovamente all’esilio, Lucrezia dà sfogo al suo furore. I senatori commentano la sentenza: deve essere chiara a tutti l'imparzialità della giustizia veneziana, che condanna anche un figlio del Doge. Lucrezia supplica il suocero di far annullare la sentenza che colpisce il figlio, ma il Doge risponde che le leggi di Venezia glielo impediscono.

Atto secondo

Jacopo è in cella e Lucrezia gli comunica la sentenza dei Dieci: non sarà condannato a morte, ma all’esilio e vivranno per sempre separati. Arriva il Doge e i tre si abbracciano con commozione. Scortato dalle guardie, entra nella cella Loredano e comunica che deve partire definitivamente per Creta. I consiglieri e la Giunta si sono riuniti per confermare la sentenza. Entra il Doge per presiedere il Consiglio e viene portato anche Jacopo, che chiede al padre giustizia per un innocente, ma questi gli consiglia la rassegnazione. Arriva anche Lucrezia con i due figlioletti e Jacopo li abbraccia chiedendo pietà. Barbarigo si commuove e cerca di ammorbidire Loredano che rimane irremovibile: Jacopo deve vivere l’esilio senza la famiglia.  Jacopo perde ogni speranza e sente che la morte è ormai vicina.

Atto terzo

La Piazzetta di San Marco si riempie di popolo e di maschere: sta per svolgersi una regata, ma entra in bacino una galera che deve portare Jacopo a Creta. Prima di imbarcarsi saluta la moglie e abbraccia i figli, ma Loredano ancora una volta lo allontana dagli affetti e lo spinge a imbarcarsi. Intanto il Doge, chiuso nelle sue stanze, si lamenta del suo tragico destino: tre figli sono morti prematuramente e il quarto sta partendo per l’esilio, ma entra improvvisamente Barbarigo con in mano una lettera scritta da un certo Erizzo, che confessa di aver commesso il delitto imputato a Jacopo. Il Doge non fa in tempo a capire che arriva Lucrezia in lacrime: Jacopo è caduto morto nel momento stesso della sua partenza. I membri del Consiglio capeggiati da Loredano chiedono al Doge di rinunciare alla sua carica e il vecchio Foscari deve consegnare l'anello e il corno ducale. Appena uscito dal palazzo Loredano si avvicina e gli annuncia che Malipiero è il nuovo Doge. Alla notizia il vecchio muore.

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