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ATTO 1

ATTO 2

Spiegazioni

L'italiana in Algeri è un dramma giocoso in due atti di Gioacchino Rossini, su libretto di Angelo Anelli. La prima si tiene a >Venezia, al Teatro San Benedetto, il 22 maggio 1813. É un grande successo e rimane una delle più amate e rappresentate opere di Rossini, assieme al Barbiere di Siviglia. Viene considerata un capolavoro di unione tra sentimentale, buffo e serio, tanto da essere definita da Stendhal "la perfezione del genere buffo".
Questa incisione del 1987 è eseguita dai Wiener Philarmoniker diretti dal Maestro Claudio Abbado. Gli interpreti principali sono: Agnes Baltsa (pron. Aghni Baltsa), Frank Lopardo, Ruggero Raimondi, Enzo Dara.

Personaggi

Mustafà, Bey d'Algeri (basso)
Elvira, moglie di Mustafà (soprano)
Zulma, schiava confidente d'Elvira (mezzosoprano)
Haly, capitano de' Corsari Algerini (tenore o basso)
Lindoro, giovine Italiano, schiavo favorito di Mustafà (tenore)
Isabella, Signora Italiana (contralto)
Taddeo, compagno d'Isabella (basso buffo)
Coro maschile d'eunuchi del serraglio, corsari algerini, schiavi italiani, “pappataci”

Trama

La trama prende spunto da un fatto di cronaca realmente accaduto: una signora milanese, Antonietta Frapolli, rapita dai corsari nel 1805, viene portata nell'harem del bey di Algeri e poi ritorna in Italia.

Atto primo

Il Bey di Algeri, Mustafà, annoiato dalle donne del suo paese, decide di liberarsi della propria moglie Elvira dandola in sposa al suo giovane schiavo italiano Lindoro e chiede al corsaro Haly di portargli una donna italiana, il cui carattere è riconosciuto particolarmente vivace. Se non ci riuscirà dovrà morire. Lindoro, nonostante la cospicua dote, non vuole accompagnarsi a Elvira ma, essendo schiavo, è costretto a sottomettersi al volere di Mustafà.
La burrasca fa naufragare un vascello sulla spiaggia di Algeri e i corsari prese le merci, catturano i passeggeri. Tra questi c’è la bellissima e triste Isabella, l’innamorata di Lindoro partita da Livorno alla sua ricerca insieme a Taddeo, suo innamorato cavalier servente. Haly capisce che Isabella è la donna che deve trovare per il Bey se vuole salva la vita. Isabella conosciuta la sorte che l’aspetta, convince Taddeo a fingersi suo zio, per proteggerla. Frattanto, Mustafà sta offrendo a Lindoro la possibilità di ritornare in patria con una nave veneziana purché conduca con sé Elvira; arriva  Haly, con la notizia e Mustafà, entusiasta, ordina di affrettare la partenza della moglie e di accogliere la nuova schiava. Elvira intanto è disperata e dice a Lindoro di non voler partire senza aver salutato un'ultima volta lo sposo. Nella sala più ricca del suo palazzo, Mustafà riceve Isabella e lei, da grande seduttrice, lo conquista immediatamente e ottiene che Taddeo abbia salva la vita. Lindoro, Elvira e Zulma si presentano per salutare il bey prima della partenza; Isabella subito riconosce l'amato Lindoro e lo stupore dei due non sfugge ai presenti che però non capiscono. Isabella chiede  a Mustafà chi è la donna con Lindoro e lui le spiega la sua decisione di far sposare i due. Isabella gli risponde che quello di ripudiare la moglie è un costume talmente barbaro che non potrebbe mai amare l'uomo che lo mettesse in atto. Tra lo stupore dei presenti, Isabella riesce così ad ottenere da Mustafà che Elvira rimanga ad Algeri e che Lindoro diventi suo schiavo personale.

Atto secondo

Mentre Elvira, Zulma ed Haly commentano la scaltrezza di Isabella, arriva Mustafà che chiede alle due donne di annunciare all’Italiana una sua visita. É sicuro di poterla conquistare facendo leva sulla sua ambizione e con l’aiuto del finto zio. Intanto, Isabella si incontra con Lindoro e gli chiede di partire insieme con la stessa nave che avrebbe dovuto portarlo in Italia insieme a Elvira, ma discuteranno i dettagli più tardi.
Mustafà concede il titolo di «Gran Kaimakan» a Taddeo, perché vuole il suo aiuto per conquistare la bella italiana.
Elvira avverte Isabella dell’imminente visita di Mustafà e lei, fingendosi sconcertata, istruisce la moglie del Bey sull’arte di trattare gli uomini per assoggettarli al proprio volere. Mustafà prende accordi con Taddeo-Kaimakan perché ad un certo momento si allontani discretamente al segnale di uno starnuto, ma nonostante i molti starnuti del Bey, Taddeo finge di non capire e tutti ridono della burla mentre Mustafà protesta.
Con l’aiuto dell’ignaro Taddeo, Lindoro organizza una nuova burla ai danni di Mustafà: racconta al Bey che anche Isabella spasima d’amore per lui e per questo desidera elevarlo alla dignità di suo «Pappataci», titolo concesso in Italia solo agli amanti instancabili e gli spiegano quali siano i compiti del Pappataci: mangiare, bere e dormire attorniato dalle donne. Intanto Isabella ha fatto portare agli eunuchi e alle guardie vino e liquori in quantità per festeggiare il Bey. Lindoro spiega a Taddeo che Isabella vuole favorire la fuga di tutti gli Italiani prigionieri del Bey, per questo alcuni saranno vestiti da Pappataci, così da rendere verosimile la cerimonia in onore di Mustafà. Un coro di Pappataci avanza, e veste Mustafà con gli abiti e la parrucca che convengono al grado della carica appena conferitagli da Isabella. Il rito d’iniziazione prevede un giuramento solenne di totale immobilità e silenzio: il nuovo Pappataci dovrà solo mangiare, bere e tacere, qualunque cosa accada attorno a lui. E Isabella lo mette alla prova amoreggiando con Lindoro.
Arriva il vascello della salvezza e Isabella invita Lindoro a seguirla. Taddeo solo ora capisce di esser stato preso in giro: non è lui l’amato dalla bella italiana e allora rivela il tradimento al Bey che però, preso dai doveri del suo personaggio, non reagisce. Taddeo, quindi per non essere giustiziato, salpa verso l’Italia con i due innamorati. Quando finalmente Elvira, Zulma ed Haly riescono a scuotere Mustafà, nessuno risponde all’allarme perché guardie ed eunuchi sono completamente ubriachi. Mustafà a quel punto si dichiara pronto a tornare all'amore della fedele sposa che lo accoglie a braccia aperte.