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ATTO 1

ATTO 2

ATTO 3

ATTO 4

Spiegazioni

La forza del destino è un'opera in quattro atti di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave. La prima viene eseguita a Pietroburgo al Teatro Imperiale, nel novembre 1862.
Il debutto in Italia, a Roma nella primavera del 1863, ha un grande successo. Il pubblico ne è entusiasta, ma Verdi non ne è completamente soddisfatto, così modifica in parte il libretto e presenta una nuova versione alla Scala di Milano nel 1869. Il giorno dopo, stanchissimo, Verdi scrive ad un amico una lettera piena di entusiasmo e di apprezzamento per la nuova versione.
Questa registrazione del 1987 è diretta dal Maestro Riccardo Muti e interpretata da: Placido Domingo (Alvaro), Mirella Freni (Leonora), Dolora Zajic (Preziosilla), Giorgio Zancanaro (Carlo). Coro e Orchestra del Teatro alla Scala di Milano.

Personaggi

Marchese di Calatrava, nobile spagnolo, basso
Donna Leonora: figlia del marchese, soprano
Don Carlos di Vargas: fratello di Leonora,  baritono
Don Alvaro: indio di stirpe regale, tenore
Padre guardiano, basso
Fra Melitone: frate laico, baritono
Preziosilla: giovane zingarella, mezzo soprano
Curra: cameriera, mezzo soprano
nto, si svolge in Spagna e in I Alcade: basso
Mastro Trabuco, tenore brillante

Trama

L'azione, ambientata nel Settecetalia durante un lungo lasso di tempo. Tra il primo e il secondo atto passano circa 18 mesi, tra il secondo e il terzo due o tre anni e tra il terzo e il quarto atto più di cinque.

Atto primo

Donna Leonora di Vargas figlia del marchese di Calatrava, e don Alvaro, vogliono sposarsi ma, consapevoli dell’opposizione del marchese padre, pensano di fuggire da Siviglia. I due vengono sorpresi dal marchese che, capito il progetto di fuga, rinnega la figlia e ordina ai servi di arrestare don Alvaro che si dichiara colpevole e, dicendosi pronto a subire la punizione del marchese, getta a terra la pistola. Parte un colpo che ferisce a morte il marchese il quale, prima di spirare, maledice la figlia. 

Atto secondo

Il fratello di Leonora, don Carlos vuole vendicare il padre, uccidendo la sorella e don Alvaro. Per dar loro la caccia, si traveste da studente, ma la zingara Preziosilla capisce l’inganno. Intanto Leonora, travestita da uomo, raggiunge il Monastero della Vergine degli Angeli, e si affida alla Vergine pregando per il perdono e chiede aiuto al padre guardiano, rivelando la propria identità e il desiderio di espiazione. Il padre, le consente di rifugiarsi in una grotta e raccomanda ai monaci di conservare il segreto sulla presenza della donna. 

Atto terzo

Siamo in Italia, vicino a Velletri. Don Alvaro è capitano dei granatieri spagnoli. É notte e scoppia una rissa furibonda. Nel campo si trova anche don Carlos, che si fa chiamare don Felice de Bornos.  É coinvolto nella rissa, durante la quale viene ferito ma Don Alvaro lo salva, ignaro della sua identità. I due diventano amici, ma il giorno dopo Don Alvaro viene ferito. Credendosi morente, affida a Carlos una valigia con un plico sigillato e gli fa giurare di distruggerlo senza aprirlo.
Carlos giura, ma rimasto solo, apre la valigia dentro la quale trova un ritratto di sua sorella Leonora. Alvaro guarisce e Carlos gli svela la propria identità e poi lo sfida a duello ma sopraggiunge la ronda e i due si dividono. Nell’accampamento intanto spunta il sole e ricomincia la vita di sempre.

Atto quarto

Nei pressi del Monastero della Vergine degli Angeli, il frate Melitone distribuisce la minestra ai poveri, i quali rimpiangono l'assenza del padre Raffaele, più paziente, che in realtà è don Alvaro entrato in monastero.
Ma la vera identità di padre Raffaele viene scoperta da don Carlos che lo sfida nuovamente a duello. In un primo momento don Alvaro rifiuta, ma sentendosi chiamare codardo, accetta la sfida e i due combattono proprio accanto alla grotta in cui si è ritirata Leonora.
Don Alvaro, avendo ferito a morte don Carlos, cerca un confessore per gli ultimi conforti. Bussa alla porta di Leonora e la riconosce. Saputo delle condizioni di don Carlos, si precipita da lui che, ancora ossessionato dal desiderio di vendetta, la pugnala. Leonora muore tra le braccia di don Alvaro confortata dalle parole del padre guardiano.