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ATTO 1

 

ATTO 2

 

ATTO 3


Spiegazioni

Turandot è un'opera in 3 atti e 5 quadri, su libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni, lasciata incompiuta da Giacomo Puccini e successivamente completata da Franco Alfano.
La prima ha luogo alla Scala di Milano il 25 aprile 1926, sotto la direzione di Arturo Toscanini. La rappresentazione si ferma, in quell’occasione a metà del terzo atto, dopo l’ultima pagina completata dall’autore. Si dice che il grande direttore si sia rivolto al pubblico dicendo: «Qui termina la rappresentazione perché a questo punto il Maestro è morto».
Le successive rappresentazioni vengono messe in scienza complete, con il finale di Alfano, dirette da Ettore Panizza. Arturo Toscanini non dirigerà mai più la Turandot. Il fatto che l’opera sia incompleta viene interpretato da qualcuno, non tanto per l’avanzare del male incurabile che lo stava uccidendo, quanto per la sua difficoltà a trasformare un’eroina sanguinaria in una donna innamorata.
L’incisione che vi proponiamo è del 1972 e può contare su un cast di eccezione. Il maestro Zubin Metha dirige la London Symphony Orchestra. Interpreti principali: Luciano Pavarotti, Montserrat Caballè, Nikolai Ghiaurov.

Trama

La vicenda si svolge a Pechino, al tempo delle favole, dove una bellissima principessa dal cuore di ghiaccio manda a morte i pretendenti che non risolvono i suoi enigmi, ma l’amore di Calaf, principe dei tartari, scioglierà il suo cuore. Turandot è il nome dell’eroina di una novella persiana.

I personaggi

Turandot, principessa, soprano drammatico
Altoum, suo padre, imperatore della Cina, tenore
Timur, re tartaro spodestato, basso
Calaf, il Principe Ignoto, suo figlio, tenore drammatico
Liù, giovane schiava, guida di Timur, soprano lirico
Ping, Gran Cancelliere, baritono
Pang, Gran Provveditore, tenore
Pong, Gran Cuciniere, tenore
Un Mandarino, baritono
Il Principe di Persia, tenore
Il Boia, Pu-Tin-Pao, comparsa
Guardie imperiali - Servi del boia - Ragazzi - Sacerdoti - Mandarini - Dignitari - Gli otto sapienti - Ancelle di Turandot - Soldati - Portabandiera - Ombre dei morti - Folla

ATTO 1

A Pechino vive Turandot, bellissima principessa dal cuore di ghiaccio. Molti principi chiedono la sua mano, ma la principessa sottopone tutti ad una terribile prova: se non risolvono tre enigmi difficilissimi, il boia taglia loro la testa. L’ultimo ad aver tentato è stato il principe di Persia, ma ha fallito e l’opera si apre con il Mandarino che annuncia la sua imminente esecuzione.
Il principe Calaf, figlio del re dei Tartari, a Pechino incontra casualmente suo padre Timur, arrivato lì dopo un lungo esilio. Lo accompagna la fedele schiava Liù. Il principe, per non correre rischi, raccomanda loro di tenere segreta la sua identità.
Quando la folla vede il principe di Persia avanzare con fermezza verso il patibolo, ne ha pietà e chiede che gli sia data la grazia, ma la principessa Turandot che, con un gesto inequivocabile, ordina gli sia tagliata la testa. Il principe, non appena la vede, l’ama. A nulla servono le suppliche del padre, ormai ha deciso: anche lui chiederà la mano dell’algida Turandot.  I tre ministri Ping, Pong e Pang le provano tutte per distoglierlo dal suo proposito, anche Liù insiste, ma è tutto inutile. Calaf rimane talmente affascinato da Turandot da voler tentare a sua volta la prova degli enigmi.

ATTO 2

Ping, Pong e Pang si chiedono se il principe straniero riuscirà a rispondere agli indovinelli di Turandot e, sconsolati, contano quanti pretendenti sono già morti, quindi sperano arrivi presto il giorno in cui anche Turandot troverà l’amore.
Il giorno seguente, nella reggia, Turandot racconta che una sua antenata fu uccisa da un principe straniero, per questo lei si vendica sui principi che vengono a chiedere la sua mano e dichiara che nessuno la avrà mai.  Calaf però riesce a risolvere gli enigmi e Turandot supplica il padre di non darla in sposa allo straniero. Il principe non vuole sposarla contro la sua volontà, perciò le offre una scappatoia: se lei riuscirà a indovinare il suo nome prima dell’alba, potrà condannarlo a morte.

ATTO 3

Turandot ordina che quella notte a Pechino Nessun Dorma. É qui che possiamo ascoltare l’aria che apre le nostre puntate. Le guardie bussano ad ogni porta per farsi dire il nome del principe straniero. Alla fine trovano Timur e Liù, e li conducono di fronte a Turandot; Liù canta il suo amore segreto per il principe e poi, per paura di lasciarsi sfuggire il suo nome sotto tortura, si uccide con una spada. Mentre tutti ne piangono la morte, Calaf, rimasto solo con Turandot, la affronta con fermezza, finché con un bacio riesce a sciogliere il suo cuore di ghiaccio. Ormai è l’alba del nuovo giorno quando Calaf le rivela il suo nome, mettendo così la sua vita nelle sue mani. Davanti all’imperatore suo padre e alla folla esultante, Turandot dichiara che il nome dello straniero è ‘Amore’, e lo abbraccia.

E finalmente un’opera lirica ha un lieto fine!