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ATTO UNICO


Spiegazioni

Cavalleria Rusticana è un'opera in un unico atto di Pietro Mascagni, tratto dalla novella omonima di Giovanni Verga. É la prima composta da Mascagni ed è certamente la più nota. Il suo successo è enorme fin dalla prima rappresentazione, avvenuta al Teatro Costanzi di Roma, il 17 maggio 1890.
Per avere un'idea del successo riscosso dall'opera di Mascagni, basti pensare che alla sua morte (nel 1945), l'opera è già andata in scena più di quattordicimila volte solo in Italia.
Questa incisione del 1983, diretta da Georges Pretre, ha come interpreti: Placido Domingo, Renato Bruson, Elena Obraztsova, Teresa Stratas, Orchestra e Coro del   Teatro alla Scala di Milano.

Trama

L’azione si svolge in un paesino della Sicilia, nel giorno di Pasqua. Apre l’opera la voce di compare Turiddu che intona una serenata alla bella Lola, che era stata sua fidanzata, ma stanca di aspettarne il ritorno dal servizio militare, aveva sposato compare Alfio, un carrettiere.
Mentre Lucia, proprietaria di un’osteria e madre di Turiddu, prepara il vino per la festa, riceve la visita di Santuzza, la fidanzata di Turiddu che racconta del tradimento e chiede consiglio. Racconta che, approfittando delle assenze di Alfio, Turiddu ha intrecciato una relazione clandestina con Lola, ma Lucia non le crede. Arriva Turiddu, che saluta Santuzza, ma la ragazza gli rinfaccia i continui tradimenti. Subito lui nega, ma poi cerca di troncare con rabbia il discorso. La lite è interrotta dall'arrivo di Lola che provoca Santuzza cantando una canzone dedicata al suo amato. Alla fine Lola va a Messa, Turiddu vorrebbe andare con lei, ma Santuzza lo trattiene e continuano a discutere, finché lui per liberarsene non la butta a terra in malo modo.  Santuzza, umiliata, al colmo dell’ira gli augura ‘la Malapasqua’, una delle peggiori maledizioni che si possano fare. Vedendo arrivare Alfio, gli racconta che Turiddu si incontra con Lola di notte, quando lui non c’è. Alfio, che non aveva mai dubitato della fedeltà di Lola, decide di difendere il suo onore.
Finita la messa, tutti vanno a brindare all'osteria di Lucia. Torna Alfio, al quale Turiddu offre un bicchiere di vino, ma lo rifiuta, sfidandolo così a duello. Turiddu, con la scusa di abbracciare Alfio, gli morde l’orecchio e con questo gesto accetta la sfida. Turiddu sa di essere nel torto e si lascerebbe uccidere per espiare la propria colpa, ma non può lasciare sola Santuzza, disonorata dal suo tradimento e salutando Lucia le affida la ragazza. Lucia comprende solo allora quanto fossero vere le parole di Santuzza e, mentre le due donne si abbracciano, la scena si chiude con un urlo proveniente dalla folla di popolani: "Hanno ammazzato compare Turiddu!”.

I personaggi

Santuzza, giovane contadina, fidanzata di Turiddu - soprano
Turiddu, giovane contadino - tenore
Lucia, madre di Turiddu - contralto
Alfio, carrettiere, marito di Lucia - baritono
Lola, moglie di Alfio e amante di Turiddu - mezzosoprano