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ATTO 1

 

ATTO 2


Spiegazioni

Pagliacci è un'opera lirica in due atti su libretto e musica di Ruggero Leoncavallo.
La prima avviene a Milano il 21 maggio 1892, diretta da un giovane e poco conosciuto Arturo Toscanini, e ottiene subito un grande successo, che Leoncavallo non riuscirà più a replicare con le sue successive opere; nel giro di due anni viene tradotta in molte lingue europee e, per via della sua brevità è spesso programmata assieme a Cavalleria rusticana di Mascagni, un’altra breve opera di stampo verista. Così faremo anche noi in questa puntata di Nessun Dorma.
Questa incisione del 1983 è diretta da Georges Pretre ha come interpreti: Plácido Domingo, Teresa Stratas, Juan Pons, Alberto Rinaldi, Florindo Andreolli.

Trama

Tonio, attore di una compagnia di giro, annuncia al pubblico l’inizio dello spettacolo e spiega che dietro la finzione scenica si nascondono passioni autentiche, perché il teatro nasce sempre dalla realtà.

I personaggi

NEDDA, attrice da fiera, moglie di Canio (nella commedia Colombina),  soprano
CANIO, capo della compagnia (nella commedia Pagliaccio),  tenore
TONIO, lo scemo (nella commedia Taddeo), baritono
PEPPE commediante (nella commedia Arlecchino), tenore
SILVIO, campagnolo, baritono
Contadini e Contadine.

ATTO 1

In un paese del sud Italia arriva una compagnia di comici composta dal capocomico Canio, dalla moglie Nedda e dai due commedianti Tonio e Beppe.
Canio non sospetta che Nedda lo tradisca con Silvio, un giovane del villaggio. Anche Tonio le dichiara il suo amore, ma viene duramente respinto quindi, sorprendendola mentre parla con Silvio, avvisa il marito il quale scopre i due amanti che si promettono amore, ma Silvio fugge senza essere riconosciuto e Nedda si rifiuta di svelarne il nome. Lo spettacolo deve cominciare e Canio si prepara a nascondere la rabbia e il dolore sotto il trucco di Pagliaccio.

ATTO 2

Lo spettacolo ha inizio: Peppe, nelle vesti di Arlecchino, canta la serenata a Colombina, impersonata da Nedda. Irrompe Canio nella parte di Pagliaccio, marito di Colombina, e Arlecchino fugge. La realtà prende il sopravvento sulla finzione e Canio/Pagliaccio riprende il discorso interrotto poco prima, rinfacciando a Nedda/Colombina la sua ingratitudine e reclamando il nome dell’amante. Beppe/Arlecchino vorrebbe intervenire, ma Tonio, responsabile della situazione, glielo impedisce, mentre gli spettatori, affascinati dalla trasformazione della farsa in dramma, comprendono troppo tardi che ciò che sta accadendo non è più finzione. La donna si rifiuta di parlare ed è colpita a morte e insieme a lei anche Silvio, che si era precipitato a soccorrerla. Il pubblico è inorridito e Tonio lo congeda beffardo con: «La commedia è finita».