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Atto primo

 

Atto secondo

 

Atto terzo

Spiegazioni

La traviata è un'opera in tre atti di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave, tratto dalla pièce teatrale di Alexandre Dumas (figlio), La signora delle camelie.
La prima va in scena alla Fenice di Venezia il 6 marzo 1853. L'inizio dell'opera piace al pubblico, ma dal secondo atto in poi, l’esecuzione comincia a peggiorare e l'esito complessivo, a detta dello stesso Verdi, è un fiasco.
Purtroppo i cantanti non sono all’altezza, né vocalmente, né fisicamente.
In rotta con l'amministrazione del Teatro La Fenice, perché non vengono accolte le sue critiche agli artisti, Verdi decide di non autorizzare altre messe in scena de "La Traviata" se i ruoli di Violetta, Alfredo e Giorgio Germont non sono affidati ad artisti fisicamente e tecnicamente adeguati a quei ruoli.
Nei teatri di Firenze, Bologna, Parma, Napoli e Roma, l’opera viene rimaneggiata dalla censura perché troppo forte è la critica alla società borghese del tempo e l’ambientazione cronologica viene così spostata dal 19° al 18° secolo.
La Traviata è considerata uno dei capolavori di Verdi ed una delle più grandi opere mai scritte, nonché una delle più rappresentate al mondo.
Questa incisione del 1986 è diretta dal maestro Carlos Kleiber; interpreti: Ileana Cotrubas soprano, Placido Domingo tenore, Sherill Milnes baritono. Esegue la  Bayerische Staatsorchestra.

Trama

La storia, ambientata a Parigi nell’Ottocento, descrive i vizi del cosiddetto “bel mondo” dove Violetta, cortigiana, è costretta a scegliere tra la sua felicità e la possibilità di riscatto, e il “nome” della famiglia dell’amato. La sua malattia risolverà la situazione.

I personaggi

Violetta Valéry - soprano
Flora Bervoix, sua amica - mezzosoprano
Annina, serva di Violetta - mezzosoprano
Alfredo Germont - tenore
Giorgio Germont, suo padre - baritono
Gastone, Visconte di Létorières - tenore
Il barone Douphol - baritono
Il marchese dObigny - basso
Il dottor Grenvil - basso profondo
Giuseppe, servo di Violetta - tenore
Un domestico di Flora - basso
Un commissionario - basso
Servi e signori amici di Violetta e Flora, picadores e matadores, zingare, maschere

PRELUDIO E ATTO I

Dopo un profondo e toccante Preludio, si alza il sipario sul primo atto.
La bella e famosa mondana Violetta Valery, amante del barone Douphol, ha dato una splendida festa e confida all’amica Flora di voler annegare nell’ebbrezza il dolore che le dà la salute malferma. Gastone, visconte de Letorières, le presenta Alfredo Germont, suo ammiratore. Questo brinda a Violetta e la invita a ballare, ma Violetta ha un malore. Alfredo le confessa il suo amore e lei gli dona una camelia, il suo fiore preferito, e gli promette di rivederlo quando sarà appassito.
Gli invitati se ne vanno e Violetta capisce di essersi innamorata sul serio.

ATTO II - quadro primo

Violetta e Alfredo vivono insieme in una villa fuori Parigi, lontani dalla mondanità. Alfredo viene a sapere da Annina, la domestica, che Violetta ha dovuto vendere tutti i suoi gioielli per poter mantenere la casa. Alfredo parte immediatamente per Parigi alla ricerca di denaro.
Rimasta sola, Violetta riceve la visita del padre di Alfredo, Giorgio Germont, che le chiede di troncare la relazione. Violetta gli dimostra di aver venduto i suoi beni pur di non chiedere nulla ad Alfredo. Capendo la situazione, Giorgio Germont cambia tono e le chiede un sacrificio: pur comprendendo l'amore che lega i due giovani, egli deve salvaguardare l’onore della figlia che rischia di non potersi sposare a causa della relazione scandalosa.
Violetta tentenna, ma accetta di andarsene per il bene di Alfredo e della sua famiglia.
Quando Alfredo rientra, Violetta fugge. Insospettito, Alfredo legge la lettera che lei gli ha consegnato e capisce che è andata a Parigi, alla festa organizzata da Flora. Nonostante le suppliche del padre, Alfredo, infuriato, la segue.

ATTO II - quadro secondo

Le voci della separazione di Alfredo e Violetta arrivano anche alla festa in casa di Flora Bervoix. Alfredo arriva alla festa per cercare la sua amata; poco dopo arriva anche Violetta accompagnata dal barone Douphol. Alfredo sta giocando a carte e Violetta lo scongiura di andarsene: lei ha promesso al barone che non lo rivedrà mai più. Alfredo getta il denaro vinto al gioco ai piedi di Violetta. Violetta sviene tra le braccia di Flora, mentre tutti inveiscono contro Alfredo; anche il padre Giorgio, accorso a palazzo, lo rimprovera. Il padre, arrivato alla festa, lo rimprovera ma non gli rivela la verità

ATTO III

La tisi ha pesantemente debilitato Violetta. Nella sua camera da letto, il dottore confida ad Annina che alla sua padrona rimangono solo poche ore di vita. Intanto Violetta stringe al cuore una lettera del padre di Alfredo che la informa di aver svelato tutta la verità ad Alfredo che sta per raggiungerla. Violetta piange di felicità, ma sa che è troppo tardi.
Mentre all'esterno del palazzo impazza il carnevale, Annina porta la notizia dell'arrivo di Alfredo.
Il giovane arriva e abbraccia la sua amata; arriva anche il padre di Alfredo, che ora la considera una figlia, ma è troppo tardi e Violetta muore tra le braccia del suo unico amore.