Atto primo

 

Atto secondo

 

Spiegazioni

Il barbiere di Siviglia è un'opera in due Atti di Gioachino Rossini su libretto di Cesare Sterbini tratto dalla commedia omonima di Beaumarchais, una delle opere più rappresentate al mondo. É la storia di un amore contrastato, con lieto fine, che si svolge nella città spagnola di Siviglia.
La prima va in scena il 20 febbraio 1816 al Teatro Argentina a Roma e termina fra i fischi. Il clima generale è di totale boicottaggio, dovuto ai sostenitori della versione di Paisiello del 1782, ma già dalla seconda recita, il pubblico la apprezza e la acclama.
L’incisione che state per ascoltare è del 1971, diretta dal maestro Claudio Abbado e interpretata da:
Hermann Prey, Teresa Berganza, Luigi Alva, Enzo Dara, Paolo Montarsolo, accompagnati dalla London Symphony Orchestra.

Personaggi

Il Conte d'Almaviva - tenore
Don Bartolo, dottore in medicina, tutore di Rosina - basso buffo
Rosina, ricca pupilla in casa di Bartolo - mezzosoprano
Figaro, barbiere - baritono
Don Basilio, maestro di musica di Rosina, ipocrita - basso
Berta vecchia governante in casa di Bartolo - soprano
Fiorello, servitore di Almaviva - baritono
Ambrogio, servitore di Bartolo - basso
un ufficiale, un alcalde, un notaro; Agenti di polizia; soldati; suonatori

ATTO I

Siviglia. La bella Rosina abita nella casa di don Bartolo, il suo anziano tutore che la vuole con sé per amministrarne il patrimonio, ma il Conte d'Almaviva, appena arrivato in città, se ne innamora e si presenta sotto le mentite spoglie di Lindoro.
Organizza delle serenate sotto la finestra di Rosina per conquistarla. Ma don Bartolo, capito l’aria che tirava, è preoccupato di perdere il patrimonio della ragazza, e così le chiede di sposarlo, incassando un secco rifiuto.
Il Conte incontra Figaro, sua vecchia conoscenza, "factotum della città", e barbiere personale di Don Bartolo. Figaro consiglia al Conte di presentarsi a Rosina facendo finta di essere un soldato ubriaco in congedo, con un permesso di soggiorno proprio in casa di don Bartolo. Nel frattempo Rosina affida a Figaro una lettera indirizzata a Lindoro.
Il maestro di musica di Rosina, don Basilio, sa che il Conte è in città e, per aiutare don Bartolo, gli suggerisce di calunniarlo per sminuirne la figura. “La calunnia è un venticello” è una delle tante arie celebri di quest’opera.
Il Conte, intanto, segue il piano architettato con Figaro, e irrompe nella casa di don Bartolo fingendosi un soldato ubriaco. Don Bartolo non lo riconosce, ma cerca ugualmente di allontanarlo. Scoppia una rissa che attira i gendarmi e nella confusione generale il Conte riesce a passare un messaggio a Rosina. Per tirarsi fuori dai guai il Conte rivela la sua vera identità all'ufficiale delle guardie così questi lo lascia andare.

ATTO II

A casa di don Bartolo arriva don Alonso, un insegnante di musica, sostituto di don Basilio. Ma si tratta in realtà di un nuovo travestimento del Conte di Almaviva e don Bartolo dubita delle sue intenzioni.
Intanto arriva Figaro che vuole distrarre don Bartolo con la scusa della rasatura, mentre il Conte cerca di spiegare la situazione a Rosina: arriva però don Bartolo che lo caccia immediatamente.
Don Bartolo mostra a Rosina una lettera e le fa credere che il suo amato Lindoro sia un emissario del Conte quindi Rosina, indispettita, accetta di sposare il suo tutore. Don Bartolo chiama immediatamente il notaio per suggellare la loro unione.
Non dandosi per vinti, il Conte e Figaro entrano nella camera di Rosina passando dalla finestra. Finalmente, il Conte le svela i suoi travestimenti e dichiara il suo amore e la volontà di sposare Rosina. Lei accetta di buon grado la proposta del Conte.
Stanno per fuggire, ma non possono perché don Bartolo ha tolto la scala appoggiata alla finestra sospettando la presenza di un estraneo in casa ed è andato a chiamare le autorità.
Intanto arriva il notaio; Figaro e il Conte, approfittando dell’assenza del tutore, convincono il notaio che il matrimonio da sottoscrivere è quello tra il Conte e Rosina.
Quando don Bartolo ritorna a casa il contratto di matrimonio è già stato siglato e, quando il Conte decide di rinunciare alla dote di Rosina, don Bartolo tira un sospiro di sollievo e benedice gli sposi. Così l’amore trionfa e, al povero don Bartolo, non costa neanche un denaro.