Questo è un video postato da Greta Thunberg nella primavera scorsa sulla sua pagina Facebook. Si può essere d'accordo o meno con le sue azioni e i suoi pensieri (io lo sono), ma quanto affermato è interessante e merita di essere visto. A seguire il filmato òla traduzione di quanto Greta dice. Nella prossima puntata di Noncicredo (Radiocooperativa 30 novembre 2021 ore 20,50) partiremo proprio da questo per analizzare quanti avvenuto alla COP26 di Glasgow.
C’è qualcosa che vorrei condividere con voi. Il nostro legame con la natura si è spezzato. Ma i rapporti possono cambiare. Le crisi climatica, ecologica e della salute sono tutte collegate. Noi però non vediamo più i loro collegamenti. Noi vediamo solo a un palmo dal naso. E allora cosa vogliamo fare?
Io vorrei collegare tutti i punti, perché, diciamocelo, se noi non cambiamo, siamo fottuti. A milioni sono morti per il COVID-19, per l’Ebola, la mucca pazza, SARS, influenza suina. Il 75% di questo tipo di malattie è indotto da altri animali. Per il modo in cui noi gestiamo e trattiamo la natura, abbattendo foreste e distruggendo habitat, stiamo creando le condizioni ideali per far espandere queste malattie da un animale all’altro fino a noi. La prossima pandemia potrebbe essere molto, molto peggiore. Ma noi possiamo cambiare.

L’83% dei terreni coltivabili è destinato a nutrire il bestiame, anche se il bestiame provvede appena al 18% del nostro apporto calorico. Il modo in cui produciamo cibo, allevando animali per mangiarli, rimuovendo terreni per coltivare mangimi per nutrire quegli animali, se continuiamo così non avremo più terreno e cibo. Non ha semplicemente senso. L’estensione dei territori per la carne e i latticini sono equivalenti ad un’area grande come il Nord e il Sud America messe assieme, dall’Alaska alla Terra del Fuoco. Abbiamo industrializzato la vita sulla terra. Se continuiamo a produrre cibo in questo modo, distruggeremo anche gli habitat della maggior parte delle piante e degli animali selvaggi portando all’estinzione una quantità incalcolabile di specie.
Questo coinvolge anche noi, perché loro sono il nostro sistema di supporto. Se perdiamo loro, siamo perduti anche noi.
Nelle parole del segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres: “Per troppo tempo abbiamo condotto una guerra contro la natura insensata e suicida.
E a proposito del clima? Sappiamo che dobbiamo ridurre drasticamente le emissioni cominciando da adesso.
Se pensiamo ai delinquenti dell’emergenza climatica è chiaro che pensiamo alle compagnie delle fonti fossili, ma l’agricoltura e il consumo di suolo messe assieme emettono il 25% dei gas serra. É davvero gigantesco.

Non deve essere per forza così. Se adottiamo una dieta vegetariana potremmo risparmiare 8 miliardi di tonnellate di CO2 ogni anno. Potremmo nutrirci usando molto meno terreno e la natura potrebbe riprendersi.  Le pandemie, la perdita di biodiversità, i cambiamenti climatici, acidificazione degli oceani, perdita di terreni coltivabili sono tutti solo conseguenze di come noi trattiamo la natura, di come la valutiamo. Serve un cambiamento di sistema e noi possiamo farlo perché noi siamo parte della natura. Se noi proteggiamo la natura noi siamo la natura che protegge se stessa.
E, per concludere, gli animali. Ogni anno noi uccidiamo più di 60 miliardi di animali, esclusi i pesci, il cui numero è così enorme che misuriamo le loro vite in peso. Che cosa ne è dei loro pensieri e sentimenti?
Alcuni animali pianificano il loro futuro stringendo amicizie che durano decenni, giocano assieme, si aiutano l’un l’altro, mostrano i segni di ciò che chiamiamo empatia. Ma il 70% degli animali sono allevati in fattorie intensive, negli Stati Uniti questo numero arriva al 99%. Le loro vite sono brevi e terribili. Come verremo giudicati? É angosciante sapere tutto questo, ma è anche un’opportunità. Sappiamo cosa possiamo fare: possiamo cambiare. Qualcuno ha molte possibilità, mentre altri non ne hanno affatto. Quelli con più potere hanno più responsabilità, ma ciascuno di noi può fare qualcosa. E allora: cosa pensi di fare?